“Intervista” C.Damiano (Ds): via legge Biagi, più tutele ad aziende e atipici

10/09/2004


           
           
           
           
          Numero 217, pag. 5 del 10/9/2004
          Autore: di Teresa Pittelli
           
          Damiano (Ds): via legge Biagi, più tutele ad aziende e atipici
           
           
          Via la legge Biagi e al suo posto un mix di tutele agli atipici e benefici fiscali alle aziende per stabilizzare i posti di lavoro, abolizione del criterio di inflazione programmata, revisione totale della riforma delle pensioni. Le feste dell’unità sparse per il paese offrono ai Democratici di sinistra l’occasione di mettere a punto il programma sul lavoro e sul welfare, e confrontare con la base, con le associazioni e gli imprenditori un programma che nelle sue linee principali è praticamente pronto, e già concordato con l’Ulivo e con i sindacati.

          ´Dobbiamo accelerare i tempi dell’elaborazione del programma, ma sui temi del lavoro e del welfare siamo già a buon punto’, spiega a ItaliaOggi Cesare Damiano, responsabile lavoro dei Ds, ieri impegnato in un dibattito con Guglielmo Epifani a Modena, dove si tiene in questi giorni la festa nazionale ´Il pane e le rose’. E sulle prossime scadenze in vista, come ´la Finanziaria-stangata da 24 miliardi di euro’, dice Damiano, ´ci prepariamo a dare battaglia con proposte alternative e mobilitazione sociale e politica’.

          Domanda. Finanziaria in vista e problemi del potere d’acquisto e del lavoro sempre più in evidenza. Quali le risposte dei Ds?

          Risposta. Sui temi del lavoro non partiamo da zero, ma abbiamo già elaborato proposte che fanno il punto di tre anni di confronto con le parti sociali. E che affrontano tre questioni decisive.

          D. Quali?

          R. La prima è il mercato del lavoro ed è una piattaforma unitaria dell’Ulivo, già in gran parte contenuta in proposte di legge depositate in parlamento. Si tratta di rendere il lavoro più stabile grazie al credito di imposta assicurato alle imprese per l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani. E di dare tutele come maternità, malattia e ammortizzatori sociali ai gruppi di lavoratori che ne sono privi.

          D. Questo vuol dire che se doveste andare al governo smontereste la riforma del lavoro da capo a piedi…

          R. Esatto, chiodo scaccia chiodo.

          D. Le altre due questioni?

          R. Siamo contrari alla controriforma delle pensioni, che tra l’altro toglie la flessibilità di uscita dal lavoro tra i 57 e i 65 su base volontaria, che è assicurata da molti paesi Ue. Noi proponiamo di togliere i privilegi pensionistici residui, avvicinare la contribuzione per il lavoro autonomo, parasubordinato e dipendente, ed eliminare gli oneri impropri. E se necessario, estendere a tutti il contributivo pro-rata.

          D. E i salari?

          R. Qui c’è una proposta sulla quale convergono tutti gli otto partiti dell’opposizione: superare il criterio di inflazione programmata e, dico io, sostituirlo con quello di inflazione attesa. Distribuire una quota di produttività al lavoro, restituire il fiscal drag, detassare le basse retribuzioni e rivedere il paniere per fasce di consumo. (riproduzione riservata)