“Intervista” Burgio: Nh Hoteles progetta lo sbarco in Italia

27/05/2002





Dopo le acquisizioni nel Nord Europa, la catena alberghiera spagnola è a caccia di opportunità nella Penisola
Nh progetta lo sbarco in Italia
Il presidente Burgio: «È una sfida perché le grandi marche non riescono a entrare, il mercato è frammentato»
(NOSTRO SERVIZIO)

MADRID – In cinque anni Nh Hoteles, la seconda catena alberghiera spagnola, ha conquistato una buona fetta del mercato europeo attraverso una forte politica di acquisizioni diretta soprattutto verso il nord: dopo l’olandese Krasnapolsky (2000), il 2002 è stato l’anno della tedesca Astron, di cui Nh ha l’80 per cento. La spina nel fianco resta l’assenza in tre mercati fondamentali: Francia, Gran Bretagna e Italia, in cui comunque Nh possiede il 19,1% della Jolly. Per quest’anno il presidente Gabriele Burgio non parla di nuove espansioni europee, ma nel futuro non si escludono nuovi acquisti. «Se una catena non è presente in questi tre Paesi chiave, non è ancora veramente europea. Per ora siamo molto soddisfatti dell’operazione in Germania, Paese importante non solo per i clienti spagnoli che vi si recano, ma anche per i tedeschi che possiamo attrarre in Spagna e Olanda. Non essendo però presenti sul territorio francese, britannico e italiano, abbiamo molto da fare: è questa la sfida».
Qual è l’obiettivo nel 2002?
Dobbiamo completare l’incorporazione del gruppo olandese e della catena tedesca. L’attività è più rivolta verso l’interno che verso l’esterno. Per il futuro vedremo, ci sono sempre occasioni che nascono nella zona per noi strategica, cioè l’Europa: non abbiamo preferenze per un Paese, tutto dipende dalle opportunità.
La strategia Nh dunque è sempre la stessa? Modello urbano?
Quello che ci ha interessato nel 1997 di Nh, era che aveva già un prodotto definito e nuovo: quello urbano. In un Paese come la Spagna, che ancora aveva una tipologia di hotel piuttosto démodé, Nh era una scelta diversa.
Poi è cominciata l’espansione in Europa…
In cinque anni siamo passati da 65 alberghi a 238, cioè da 6mila a 34mila stanze. Oggi abbiamo 38 progetti in tutta Europa: alla fine dell’anno conteremo circa 40mila camere in 18 Paesi. Visto che il progetto in Spagna ha avuto un gran successo, abbiamo pensato che avrebbe funzionato anche nel resto d’Europa, eccetto la Francia, l’unico Paese in cui le catene locali avevano già un prodotto standardizzato moderno.
Perché le catene alberghiere in Italia non funzionano?
È triste che in Italia, nonostante l’importanza del turismo, non abbiamo né catene alberghiere di dimensioni europee, né linee aeree leader in Europa, né grandi tour-operator. L’Italia potrebbe avere una catena con 150-200 alberghi, se seguisse l’esempio spagnolo o portoghese. Al contrario, il mercato è formato da tanti alberghi di proprietà, non consorziati, che non agiscono in forma coordinata né a livello di vendite né di partecipazione alle fiere. È una peculiarità del nostro Paese impedire la penetrazione delle grandi marche.
La crisi dell’11 settembre: quando uscirà dall’empasse il settore turistico?
Mi divertono i personaggi che sanno con esattezza il giorno in cui ricomincerà il recupero economico. Io non sono tanto sicuro: a livello mondiale ci sono segnali positivi, ma anche negativi. L’inflazione cresce, e la disoccupazione in Europa è in aumento.
Nh nel primo trimestre 2002 è cresciuto del 53,1% (pari a 22,18 milioni di euro). Da che è dipeso questo risultato?
La cessione di quattro immobili ha portato un utile straordinario. La vendita è stata utilizzata per finanziare l’acquisto della catena in Germania. Per il resto è stato un trimestre normale, né esaltante né preoccupante.
Chi sono i vostri azionisti italiani?
Oltre alla Finaf92, la finanziaria di partecipazioni spagnola del gruppo italiano Angelini, che ha oltre il 5%, sono nostri azionisti anche la maggior parte di fondi investimento italiani. In tutto l’azionariato italiano è il 10-12 per cento.
Quale formula preferite: comprare o affittare?
L’unica cosa che non ci interessa è avere hotel in gestione. Per ora il 35% delle camere, 12mila circa, sono in proprietà, il resto in affitto.

Michela Coricelli
Domenica 26 Maggio 2002