“Intervista” Bossi: «Assalto alle pensioni del Nord»

12/09/2003

venerdì 12 settembre 2003 
 
Pagina 7 – Economia
 
 
Umberto Bossi rincara le accuse: volevano portarcele via per dare soldi al Sud, sono costretto a non abbassare mai il fucile
"Assalto alle pensioni del Nord da Confindustria, An e Udc"
          siamo una colonia Abbiamo fatto l´errore storico di unire l´Italia. Il Meridione lavora molto meno. La capitale? Era meglio lasciarla a Firenze
          sul filo del rasoio La situazione è in bilico, no a mediazioni, D´Amato e i suoi amici vogliono fregarmi. Il federalismo? Non tagliando la previdenza
          tutti A venezia Lì riunirò i militanti e dirò loro la verità: non vedo altre vie che tenere duro

          GUIDO PASSALACQUA

          MILANO – «La Confindustria sta bombardando a tappeto ma io sono la piccola vedetta lombarda».
          Umberto Bossi sulle pensioni non vuole cedere, sa che si sta giocando una partita decisiva per la credibilità della Lega Nord nei confronti di quella fascia di elettori che danno il loro consenso al Carroccio, e allora ribatte colpo su colpo, incurante degli equilibri della maggioranza di governo. «Siamo sul filo del rasoio», dice, «ma sulle pensioni non ci sono mediazioni e la rabbia di alcuni rispetto alle mie dichiarazioni di mercoledì sono la prova provata che volevano portare via le pensioni di anzianità».
          Ministro, non si capisce più niente. Un giorno sembra che vi siate messi d´accordo, il giorno dopo tutto ritorna per aria.
          «La partita dovrebbe essere chiusa. Dico dovrebbe, ma vede poi io sono costretto a non abbassare mai il fucile».
          Lei dice che la partita sulle pensioni dovrebbe essere chiusa.
          «Durante l´estate abbiamo fatto una operazione di chiarezza, ma ora c´è chi fa finta di non capire. Io insisto i soldi, le pensioni del Nord non si toccano.
          Dicono che i conti sono in disordine, ma non è vero».
          Chi vuole tagliare le pensioni del Nord?

          «La Confindustria, Alleanza Nazionale e l´Udc, ma io guardo il tutto e non abbasso il tiro».
          Lei mercoledì, in una intervista all´Ansa, ha tirato in ballo il ’95, quando la Lega si sfilò dalla maggioranza di Berlusconi proprio sulle pensioni. È stato un avvertimento?
          «Il ’95, il ’95… Io sono stato chiaro. Le pensioni non erano nel programma su cui si è costruita la Cdl. Io mantengo la parola, Berlusconi… penso. Certo è un Berlusconi diverso da qualche anno fa, ma Confindustria e i suoi amici stanno bombardando a tappeto. Vedo in giro tanta confusione creata ad arte. Altro che tagliare le pensioni al Nord, bisogna pensare a operazioni economiche strutturali ma distese nel tempo, invece qui vogliono soldi subito per darli al Sud».
          Lei parla di operazioni strutturali, non mi pare che il governo abbia fatto molto.
          «Questo governo le cose le fa. Certo che quando mancano i soldi è difficile. E poi quando il Sud lavora molto meno rispetto al Nord…».
          Ci risiamo con l´Italia divisa in due.
          «Il Nord è finito per essere una colonia, del resto ha fatto l´errore storico di unire l´Italia e di non controllare politicamente l´operazione».
          Tra pochi giorni lei riunirà i militanti della Lega a Venezia che messaggio lancerà?
          «A Venezia arriverò nudo alla meta. Dirò la verità».
          Cioè?
          «Lei vuole sapere troppo. La situazione è fluida».
          Insomma su pensioni e Finanziaria non è ancora stato deciso nulla?
          «Andremo avanti a battagliare sino alla fine. Sino a che non ci sarà il voto del Parlamento, questa è la mia previsione. Ma non si illudano che io abbassi la guardia. Io non sto tranquillo.».
          Sulle pensioni arriverete a una mediazione?
          «Mediazione? No, sulle pensioni non c´è mediazione, questi qui chiedono i soldi per il Sud. E poi noi facciamo una partita su tutti i tavoli. È chiaro che mica ci danno il federalismo costituzionale se contemporaneamente ci fottono le pensioni. Non ci sono molti spazi di manovra. Del resto queste cose le sto dicendo da un anno. Berlusconi deve mantenere la parola. Io non mi faccio imbrogliare da Confindustria e dai suoi alleati. Vogliamo cambiare la situazione economica? E allora ci vogliono fantasia e idee, bisogna cambiare tutto, fare le riforme».
          Come definirebbe la situazione complessiva?
          «È sul filo del rasoio. Ma io non vedo altre soluzioni che tenere duro. Altre soluzioni non ci sono, e poi se molli sulle pensioni come fai a portare a casa il federalismo. I miei sanno bene che vogliono tagliare le pensioni per mantenere quelli che non lavorano. O si cambia o questo è un Paese predestinato alla sconfitta»
          Lei queste cose le dice ai suoi alleati di governo, a Fini e Follini?
          «Si».
          E loro che le rispondono?
          «Svicolano per poi cercare di mettermelo in quel posto. Vede noi ci troviamo a gestire un bel casino. Del resto è quello che ha creato la Dc in tanti anni di potere, quell´intrico tra massoni e preti che sta a Roma. Era meglio se la capitale nell´Ottocento la lasciavano a Firenze, avremmo risolto tutti i nostri problemi».