“Intervista” Boselli: «Nella Casa dei riformisti c´è posto per Cofferati»

11/04/2002


 
Pagina 19 – Interni
 
Lo Sdi da domani a congresso: il segretario Boselli propone agli alleati di lavorare nel solco indicato da Prodi
 
"Nella Casa dei riformisti c´è posto per Cofferati"
 
 
 
 
UMBERTO ROSSO

ROMA – Onorevole Boselli, il congresso dello Sdi che si apre domani a Genova chiude la stagione congressuale del centrosinistra. Voi, con chi state? Con la Margherita, con i Ds, con Amato e D´Alema…
«Al centro del nostro congresso ci sarà l´idea di un profondo cambiamento del centrosinistra. L´attuale "divisione del lavoro" fra Ds e Margherita non è produttiva».
Cos´è che non funziona?
«A sinistra non è nata la rosa, il partito socialdemocratico fra Ds e Amato che avrebbe dovuto riprendere la tradizione socialista. E la Margherita è in larga parte il partito dei cattolici-democratici, che spesso fa concorrenza alla Quercia. Con la conseguenza che si è sfiorato il collasso dell´Ulivo. Basta pensare allo scontro sulla leadership. Trovavo sbagliato ieri e trovo sbagliato oggi porre a Rutelli l´aut-aut tra Margherita e Ulivo. Se dovesse scegliere, spero che Rutelli scelga l´Ulivo. Lui e Fassino sono le grandi novità, le risorse della coalizione».
E come si può uscire dallo stallo?
«Con una casa dei riformisti in cui, finalmente, nessuno si senta ex o post, ma tutti si sentano solo riformisti solidali e moderni».
E´ la casa dei riformisti che ha in mente Prodi?
«Sì, penso al discorso di Prodi a Formia alla fine del 2000. Le differenze di una volta sono superate».
Anche se nel centrosinistra si litiga spesso?
«L´equilibrio attuale è instabile. Ma deve prevalere l´innovazione, lo spirito di Formia. Un primo passo c´è stato, con la federazione dell´Ulivo. Però non basta».
Ma non tutti gli attuali partner dell´Ulivo sarebbero inquilini di questo "partito democratico" …
«Non tocca a me dare luce verde o rossa. Noi ci riuniamo a Genova dove, esattamente 110 anni fa, si tenne a battesimo il partito dei lavoratori, poi partito socialista. Un mondo del lavoro che nasceva diviso, perché i cattolici si diedero una rappresentanza autonoma. Prima o poi questa divisione fra socialisti e cattolici dovrà cadere, per superare finalmente la debolezza del riformismo italiano».
Torniamo ai leader-risorsa per l´Ulivo. E Cofferati?
«Al nostro congresso saranno presenti Angeletti, Pezzotta e Cofferati. Siamo dalla parte del sindacato nella battaglia per l´articolo 18, parteciperemo allo sciopero generale. Ho sempre giudicato Cofferati un riformista e non un massimalista, senza per questo convidere sempre tutte le posizioni della Cgil».
Berlusconi sostiene: riformista è chi vuol cambiare le rigidità dell´articolo 18.
«Assolutamente falso. Governo e Confindustria lo usano come cavallo di battaglia contro il sindacato. L´Italia non migliora certo con un sindacato umiliato. Detto questo, siamo contro una deriva massimalista del centrosinistra. Non è gridando più forte che si fa cadere il governo. Non è il tono della voce che fa la differenza. Sono le battaglie di libertà improntate ad un riformismo liberale e moderno».
Facciamo qualche esempio.
«Conflitto di interessi e pluralismo dell´informazione. Su questa battaglia di libertà il centrosinistra deve essere duro e severo. Così come sulla scuola e la sanità pubblica».
Pugno duro anche sulla questione giustizia?
«Il giustizialismo è una battaglia sbagliata e illiberale. E non credo che una ripresa di questi temi possa aiutare il centrosinistra a battere il governo».
Bertinotti è pronto al patto d´azione con l´Ulivo ma chiede l´ostruzionismo sull´articolo 18.
«Un´intesa elettorale con Rifondazione non è una bestemmia. E la difesa del diritto al lavoro può essere il terreno su cui trovare un accordo con Bertinotti».