“Intervista” Bordon: «Stavolta Sergio ha ragione vogliono tagliarlo fuori»

09/07/2002


MARTEDÌ, 09 LUGLIO 2002
 
Pagina 2 – Interni
 
L´INTERVISTA/1
 
Willer Bordon: è l´esecutivo a buttarla in politica
 
"Stavolta Sergio ha ragione vogliono tagliarlo fuori"
 
 
 
divisioni
Solo una sinistra masochista può dividersi sul referendum
 

ROMA – «Cofferati non sempre ha tutte le ragioni. Ma stavolta ha più di una ragione».

Senatore Bordon, allora hanno torto Cisl e Uil?


«No, ha torto il governo. Perché l´accordicchio sull´articolo 18, pomposamente chiamato Patto per l´Italia mentre è ben poca cosa, in realtà puntava a ben altro».


A che cosa?


«A tagliare fuori Cofferati. Con la scusa che il segretario della Cgil l´ha buttata in politica. Invece la lettura va rovesciata. E´stato proprio il governo a trasformare il tavolo sindacale in tavolo politico. Ma è sciocco, provocatorio, del tutto irrealistico pensare di escludere dal tavolo il sindacato più importante».


Quindi, via libera al referendum che chiede il leader della Cgil?


«Non mi pare questo il punto. Io dico che solo una sinistra masochista si può dividere su una questione che, se tutto va bene, sarà all´ordine del giorno nella primavera del 2004. E lo dice uno che è un refendario non della prima ora ma del primo quarto d´ora».


Allora Cofferati sbaglia a lanciare la raccolta di firme?


«La sua è una difesa politica. Non voglio dire che sbaglia, ma anticipa i tempi. E intanto che facciamo, diciamo ai parlamentari di andare a casa tanto ci vediamo fra due anni per il referendum?».


Che dovrebbe fare invece l´Ulivo, secondo lei?


«Battaglia dura in Parlamento contro il Patto. Per impedire che diventi legge. L´articolo 18 non si tocca».


Visti i rapporti di forza pare una battaglia persa in partenza.


«E chi l´ha detto? Abbiamo tenuto bloccato per mesi il governo, sul mercato del lavoro. Se i sindacati riprendono il filo unitario e il centrosinistra fa le barricate, possiamo dargli ancora molto filo da torcere».


(u.r.)