“Intervista” Bonanni: «Troppe tasse ai dipendenti»

01/10/2007
    domenica 30 settembre 2007

    Pagina 2 e 3 – Primo Piano

    Intervista
    Il leader Cisl Bonanni

      “Troppe tasse ai dipendenti
      proporrò la lotta dura”

        ROBERTO GIOVANNINI

          «Sono molto, ma molto dispiaciuto per la decisione del governo di rinviare la presentazione del collegato sull’accordo del 23 luglio. Noi della Cisl i patti li rispettiamo, mi aspettavo che il governo facesse lo stesso». Boccia la Finanziaria 2008 il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. Considera «minuzie» gli sgravi fiscali concessi e annuncia: «Proporrò a Cgil e Uil di avviare una dura lotta per ridurre le aliquote fiscali dei lavoratori dipendenti. Gli unici che pagano, mentre gli altri si lamentano e minacciano rivolte».

          Cominciamo dal collegato-welfare. Perché si dice dispiaciuto? In fondo, si tratta di attendere solo due settimane…

            «Dicono che lo presentano dopo le assemblee, dicono che lo fanno per rispettare la discussione dei lavoratori. Ma è un rispetto peloso. A parte il fatto che le assemblee sul protocollo stanno andando benissimo, il governo è contraente di un patto, e come fanno sindacato e imprenditori dev’essere coerente con gli impegni che sottoscrive. Noi della Cisl, una volta firmata l’intesa nelle parole e nelle azioni abbiamo tenuto un comportamento linearissimo. È una questione di principio, ma anche di sostanza. Perché è chiaro che la decisione di rinviare il varo del collegato non è stata presa per tutelare gli interessi generali, ma solo per garantire gli interessi della maggioranza o di pezzi della maggioranza. Io dico una cosa molto semplice: ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Una parte della maggioranza non è d’accordo? Non è un mio problema, io la mia parte l’ho fatta. Io spero che il governo, da contraente di un accordo, non voglia diventare una nostra controparte».

            Entriamo nel merito della Finanziaria. Parlate di “poche luci e molte ombre”. Cos’è che non vi piace?

              «Si era detto che si voleva premiare ricerca e innovazione, che le risorse sono poche e che bisogna scegliere bene… Qui io vedo solo una manciata di sgravi fiscali sparsi qua e là a pioggia, senza alcuna selettività, senza valutare chi si deve premiare e chi no. Così il paese non va avanti».

              Nemmeno l’alleggerimento dell’Ici la convince?

                «Ma chi è ricco, chi sta bene, mi dite perché deve anche lui avere quei quattro soldi di sgravi Ici? Perché si sono dati solo 400 milioni per aiutare le famiglie che hanno persone non autosufficienti a carico? Stanno sempre a parlare di famiglia, e poi quando si tratta di dare davvero un aiuto si danno briciole. Io vedo soltanto tante bandierine di partito. Per questo ho detto che è una Finanziaria che risponde alle esigenze di questa o quella forza politica della maggioranza. E poi dice che esplode l’antipolitica…»

                Voi volevate più tasse sulle rendite finanziarie.

                  «Sì, ci sembra una cosa giusta in linea di principio, ma ci hanno detto di no. Da una parte si monta la rivolta fiscale, mentre il governo va in aiuto di tutti fuorché dei lavoratori dipendenti, oberati di tasse. Le cose vanno così? Io non ci sto. Allora, si sappia che la faremo noi una bella battaglia sul fisco. Noi, gli unici che le tasse le pagano davvero. Anzi: proporrò formalmente a Cgil e Uil di avviare una lotta dura contro l’evasione e l’elusione, ma soprattutto per abbassare le aliquote Irpef dei lavoratori dipendenti. Che pagano e pagano, mentre gli altri strillano e si lamentano e minacciano rivolte. E il governo che fa? Una manciatina di sgravi a tutti quanti. Ma a me, che guadagno, che cosa me lo danno a fare lo sgravio sull’Ici?»

                  Anche sul pubblico impiego la Cisl è arrabbiata.

                    «Il governo prova ancora a giocare sulle risorse per i contratti, nessuno prepara quel piano industriale della pubblica amministrazione che servirebbe come il pane. E invece, si continua ad andare avanti con i luoghi comuni per colpire e mortificare il lavoro pubblico. Ma attenti: i dipendenti pubblici, insieme a quelli privati voteranno a favore del protocollo. Seppelliranno di voti chi ha voluto il rinvio del collegato sul welfare».