“Intervista” Bonanni: pronti al confronto col governo

19/03/2007
    sabato 17 marzo 2007

    Pagina 6 – Economia

    L´Intervista

      Il segretario della Cisl promuove il titolare del Tesoro: sì all´anagrafe tributaria

        Bonanni: un patto anti-evasione
        pronti al confronto col governo

          ROBERTO MANIA

          Raffaele Bonanni stavolta promuove Padoa-Schioppa. Il sindacalista che più l´aveva criticato, a volte anche con qualche accenno di irriverenza per un ex membro del board della Banca europea, come quando disse che a fare di conto erano più brave le casalinghe, riconosce al titolare del Tesoro «l´onestà e la serietà intellettuale» di ammettere che ci sono un po´ di risorse a disposizione. Ora Bonanni lancia l´idea di un «patto fiscale» per tradurre tutto ciò che si recupera attraverso la lotta all´evasione fiscale in riduzione della pressione tributaria.

          Che voto assegna al ministro Padoa-Schioppa?

            «Non intendo dare voti. Prendo atto, però, che la situazione è ora diversa da quella che si dipingeva tutta a tinte fosche».

            Sta dicendo che il ministro dell´Economia ha cambiato idea sulla situazione economica?

              «Penso che ora si senta più sollevato sui conti pubblici. D´altra parte nessuno aveva previsto i tanti soldi che sono poi entrati dalla porta del fisco, grazie a tre fattori: la ripresina spinta dalla locomotiva tedesca, il decreto Visco dello scorso luglio, e il clima, che lo stesso sindacato ha contribuito a creare, nel quale si è capito che la stagione dei condoni e del laissez faire era definitivamente chiusa».

              Da Cernobbio, il presidente della Confcommerio, Carlo Sangalli, ha proposto di ridurre le aliquote fiscali di un punto l´anno per il prossimo triennio con l´obiettivo di rilanciare la domanda interna ancora troppo debole. Lei è d´accordo?

                «Personalmente sono d´accordo. Ci vuole però un "patto fiscale" nel quale, come tra vasi comunicanti, ciò che entra dalla lotta all´evasione ed elusione fiscale finisce direttamente a riduzione delle aliquote e, in parte, a sostenere le fasce più deboli della popolazione a cominciare da chi non è autosufficiente. Penso, insomma, a una partita di giro virtuosa. Ma in questo patto ci vuole anche l´"anagrafe tributaria", come propone Visco».

                In sostanza il Grande fratello delle Finanze?

                  «Il Grande fratello, come lo chiamano alcuni, c´è già per i lavoratori dipendenti e i pensionati: è la loro busta paga. Perché non ci deve essere per gli altri che guadagnano molto molto di più e talvolta molto molto meno?».

                  Ma il «patto fiscale» che propone deve essere negoziato ai tavoli della concertazione che si apriranno la prossima settimana?

                    «Quello può essere l´ambito. D´altra parte anche la lotta all´evasione rappresenta un fattore per la crescita del Paese».

                    Lei cosa farebbe delle risorse in più che potrebbero esserci già per il 2007?

                      «Vanno destinate ai salari dei lavoratori e alle pensioni. Ai salari, attraverso la defiscalizzazione degli incrementi retributivi definiti a livello aziendale; alle pensioni attraverso la loro rivalutazione».

                      Condivide l´analisi del presidente della Confindustria, Luca di Montezemolo, che ha parlato di ministri con un atteggiamento anti-impresa?

                        «No, neanche un po´. Questo governo ha dato alle imprese un mare di denaro come mai era successo negli ultimi anni. I soldi che sono arrivati alle aziende sono delle collettività, per questo c´è da aspettarsi che in qualche modo tornino indietro. Gli industriali pensino a fare bene il loro mestiere».