“Intervista” Bonanni: «Epifani non divida il sindacato»

30/07/2007
    lunedì 30 luglio 2007

    Pagina 3 – Economia

      L´Intervista

        Bonanni, segretario della Cisl: sul pubblico impiego aspettiamo una proposta dal governo

        "Epifani non divida il sindacato
        è il miglior accordo da 10 anni"

          Paolo Griseri

            ROMA – Quello sul welfare «è il miglior accordo che ci capita di firmare con un governo da dieci anni a questa parte. A Epifani chiedo di mantenere il rapporto unitario con noi e la Uil perché un sindacato moderno non deve solo essere autonomo dalla politica ma anche apparire tale». Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, sembra narrare un protocollo diverso da quello che sta seminando dubbi e perplessità tra i vertici di corso d´Italia.

            Bonanni, perché la Cisl sottoscrive tutto il protocollo?

              «Perché questo è un accordo molto positivo. Che viene incontro alle esigenze dei giovani, dei lavoratori delle piccole e medie imprese, dei dipendenti del terziario. Un accordo a dare, senza scambio. Guardi che non lo dico solo io. Lo dice una persona come Aris Accornero che ha una storia e una cultura molto diverse dalle mie».

              La Cgil dice che sul mercato del lavoro le intese erano diverse e che il governo ha cambiato i testi all´ultimo momento. Non è così?

                «Non mi risulta. Tutto ciò che è stato inserito nel testo era stato concordato nelle riunioni precedenti. È stato concertato. Se poi qualcuno della Cgil aveva avuto contatti bilaterali con esponenti del governo, io questo non posso saperlo e non posso sapere che cosa era stato garantito».

                Vediamo i punti controversi. Togliere alle imprese i contributi sullo straordinario non è un modo per ridurre le nuove assunzioni?

                  «Questa è una concezione antidiluviana del mercato del lavoro. Le dirò che, anzi, accade il contrario: le imprese in cui si utilizzano di più gli impianti, anche ricorrendo allo straordinario, sono quelle che aumentano le commesse e, alla fine, aumentano l´occupazione».

                  Secondo punto di dissenso: lo staff leasing, il lavoro a chiamata per squadre di lavoratori. La Cgil chiedeva di abolirlo e invece è stato mantenuto…

                    «La Cgil chiedeva di abolirlo per piantare una bandierina ideologica e dire: "Abbiamo modificato la legge Biagi". In ogni caso sa quanti contratti di staff leasing si fanno in un anno? Duecento in tutta Italia. Non mi sembra una questione decisiva».

                    Terzo e ultimo punto controverso: il tetto di 36 mesi per i contratti a tempo determinato. Anche su questo siete in disaccordo con la richiesta della Cgil?

                      «Noi diciamo una cosa molto semplice: l´accordo sui contratti a termine del 2000, firmato da tutti tranne la Cgil, punisce l´abuso dei contratti a tempo determinato con la loro automatica trasformazione in contratti a tempo indeterminato. Basta applicare quella norma».

                      Se i punti di dissenso sono tanto marginali, perché, secondo lei, la Cgil non vuole firmare?

                        «A me non risulta che non voglia firmare. Ricordo anzi un comunicato stampa congiunto dei giorni scorsi in cui Epifani, Angeletti e il sottoscritto dichiaravano che avrebbero firmato il protocollo».

                        Senza firma della Cgil, che cosa accadrà?

                          «Che saremmo di fronte alla stucchevole scena cui abbiamo assistito tante volte negli ultimi anni: che tutti firmano e la Cgil no. Ma voglio sperare che non sia così».

                          Non è che in questa contrapposizione gioca un ruolo la politica? La gara tra sindacati a chi si conquista la palma di organizzazione di riferimento del futuro Pd?

                            «Noi siamo al di sopra di ogni sospetto: siamo stati criticati perché abbiamo firmato accordi con i governi di centrodestra e ora qualcuno ci critica perché firmiamo con il centrosinistra. Abbiamo iscritti di tutte le parti e siamo orgogliosi di praticare l´autonomia dai partiti».

                            Che cosa consiglia a Epifani?

                              «Di mantenere l´unità confederale. Ne trarrebbero vantaggio tutti: i lavoratori, il paese e anche la politica. Non solo dobbiamo essere autonomi ma anche dare la sensazione di esserlo. Per evitare le scorribande dei partiti sulle materie sindacali. Per evitare che questo paese continui a oscillare tra l´iperliberismo casereccio e l´antagonismo fuori tempo. Questo protocollo va firmato per il merito, per la spinta che può dare al mondo del lavoro italiano».

                              Anche al pubblico impiego? Ieri Padoa-Schioppa ha ripreso la polemica contro i dipendenti pubblici fannulloni. Lei come risponde?

                                «Le generalizzazioni non aiutano nessuno. Stiamo lavorando a un sistema contrattuale di secondo livello che incentivi la produttività e premi il merito nel pubblico e nel privato. Per quanto riguarda il pubblico siamo in attesa di una proposta del governo e la discuteremo».