“Intervista” Bonanni: «Altro che impiegati fannulloni…»

04/10/2007
    giovedì 4 ottobre 2007

      Pagina 3 – Economia

        L´intervista

          Raffaele Bonanni, Cisl: nessuno ha ancora visto i 101 euro di aumento del vecchio contratto

            "Altro che impiegati fannulloni
            è l´esecutivo che non si muove"

            ROBERTO MANIA

            ROMA
            «Noi lo sciopero lo facciamo davvero. È la prima volta che non vengono messi i soldi nella Finanziaria per i contratti pubblici. Ora basta! E a novembre ci sarà una grande manifestazione di tutti i lavoratori perché le tasse sono troppo alte e i salari troppo bassi». Raffaele Bonanni, leader della Cisl, è appena atterrato a Roma. Era in Sardegna per una delle tante assemblee sul protocollo sul welfare. Dice che i lavoratori sono «incazzati», che ce l´hanno con il governo. E poi che questa volta il sindacato nella «trappola» non ci casca. Difenderà fino in fondo i dipendenti pubblici «mentre il governo sta facendo surfing sulle onde del qualunquismo, parlando di fannulloni e quant´altro. Senza mai assumersi le sue responsabilità».

            Però lo sciopero è destinato a rientrare. Il governo ha detto che metterà i soldi necessari. È durato tutto lo spazio di un mattino?

              «Si sbaglia. Siamo stufi dell´equivoco in cui sguazza il governo: non mettono i soldi nella Finanziaria, ma dicono che arriveranno dopo gli accordi. Lo sa che i tanto bistrattati dipendenti pubblici non hanno ancora visto i 101 euro di aumento del precedente contratto?».

              Il sindacato dice che per la pubblica amministrazione servirebbe un piano industriale come in un´azienda privata. Ma nessuna impresa dà i soldi prima dell´accordo.

                «Guardi che se non mettono le cosiddette poste nella Finanziaria, i soldi arrivano l´anno prossimo. Se fanno così vuol dire che consapevolmente stanno rinviando i contratti. Questa sta diventando una questione delicata: è in gioco la credibilità del governo. Abbiamo firmato quasi un anno fa il memorandum sul pubblico impiego, lì si parla di meritocrazia, di produttività, di mobilità. Dove sono finite?»

                Come fate a chiedere nuovi aumenti quando dal Libro verde sulla spesa emerge che tra il 2001 e il 2006 le retribuzioni pubbliche sono cresciute del 30 per cento, il 10 per cento in più del privato e il doppio dell´inflazione?

                «È falso!»

                Veramente anche Bankitalia dice che gli stipendi pubblici sono svincolati dalla produttività. È falso anche questo?

                  «Ma questo cosa c´entra? Lo dice alla Cisl che da sempre si batte per rafforzare la contrattazione di secondo livello, quella legata proprio alla produttività! La verità è che i dipendenti pubblici italiani sono all´ultimo posto in Europa perché sono i meno numerosi rispetto alla popolazione e anche quelli che guadagnano meno».

                  Ma è anche vero che la nostra pubblica amministrazione non è ai primi posti per efficienza.

                    «E perché lo dice a me? Siamo noi che dirigiamo gli uffici pubblici? Se un´azienda privata va male, dipende da chi ci lavora o da chi la guida?».

                    Da dove nasce il malcontento che si registra nelle assemblee sul protocollo sul welfare?

                      «Dal fatto che i salari sono troppo bassi e le tasse troppo alte. Per questo il sindacato farà una grande battaglia per l´equità fiscale. Vogliamo sgravi già in questa Finanziaria e più risorse per i non autosufficienti. Con i 200 milioni stanziati dal governo sa cosa si fa? La birra».