“Intervista” Bombassei: «Detassare gli straordinari»

11/06/2007
    lunedì 11 giugno 2007

    Pagina 33 – Economia

    L´IMPRENDITORE

    Bombassei, vicepresidente di Confindustria: bene l´ipotesi di detassare gli straordinari

    «Impulso alla produttività
    che ci avvicina all´Europa»

      LUCA IEZZI

        ROMA- «Penso che finalmente ci sia il consenso per approvare la detassazione degli straordinari: il governo lo sta considerando ed è positivo. Dovrebbe prevalere la considerazione che così si fanno crescere i salari, specie nell´industria». Il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, sostiene l´ipotesi allo studio da parte dell´esecutivo anche se ricorda: «Naturalmente bisognerà vedere criteri e modalità con il governo, in definitiva sono soldi a cui deve rinunciare lo Stato».

        L´idea iniziale viene proprio da Confindustria, può spiegarla?

          «È una proposta vecchia e nuova: già dal 2003, dopo il recepimento di una direttiva europea, sarebbero dovuti sparire i contributi aggiuntivi che si pagano sugli straordinari. Il precedente governo aveva riconosciuto la validità della nostra posizione, ma sono rimasti per mancanza di copertura. A settembre, al tavolo per la competitività, abbiamo avanzato una proposta più ampia: la detassazione degli straordinari come sta già avvenendo in Europa».

          Quali sarebbero le cifre di cui stiamo parlando?

            «Solo per i contributi extra sugli straordinari facemmo una stima di 160 milioni, mentre nel caso di una detassazione completa i conti spettano allo Stato».

            L´ipotesi ha già suscitato qualche mugugno: pensa realmente che si possa arrivare ad adottarla?

              «Mi sembra che la situazione di bilancio lo permetta, quindi se non si fa è per una questione culturale: una parte del governo è favorevole, anche dai sindacati arrivano aperture. La vera resistenza viene dalla Cgil che è più ancorata alla vecchia idea dello straordinario come una forma di "sfruttamento" e pertanto da limitare».

              Non è così?

                «No, anzi è ormai dimostrato che non frenano la nuova occupazione perché le imprese vi fanno ricorso per carichi temporanei di lavoro. Resta un importante elemento di flessibilità, e nel resto d´Europa si stanno alzando le soglie massime di lavoro con i cosiddetti orari plurisettimanali».

                Come alternativa si è proposto di detassare gli aumenti dei rinnovi contrattuali, lo ritiene praticabile?

                  «Sarebbe più difficile perché non collegata ad alcun aumento della produttività. Ridurre le tasse sugli straordinari sarebbe un beneficio immediato per i dipendenti dell´industria, penalizzati dal maggior peso della contribuzione».