“Intervista” Bombassei: «adesso Siniscalco trovi i soldi per noi»

30/05/2005
    domenica 29 maggio, 2005

    Pagina 7 – Economia

    Intervista

      Bombassei (Confindustria): sforato ogni tetto di finanza pubblica
      «E adesso Siniscalco trovi i soldi per noi»

        ROMA – Sul contratto per gli statali, il sindacato ha «sconfitto» il governo. Ma quest´ultimo non pensi di sottrarre risorse alla riduzione dell´Irap e del costo del lavoro per dare gli aumenti ai dipendenti pubblici. All´indomani dell´accordo a Palazzo Chigi per i contratti pubblici, la Confindustria conferma che con il governo le distanze sono ancoro ampie «perché – dice il vicepresidente degli industriali Alberto Bombassei – l´accordo supera l´inflazione programmata e potrebbe togliere sostegni alle imprese esposte alla concorrenza. Invece è sullo sviluppo che si devono indirizzare i pochi fondi disponibili».

        Bombassei, ritiene che il nuovo contratto sia compatibile con l´andamento delle nostre finanze pubbliche?

        «È del tutto evidente che l´accordo abbia sforato i tetti delle compatibilità finanziarie. Questa intesa non va nella direzione che avevamo auspicato. Lo avevamo detto noi, ma è stato proprio il governo a scriverlo nella Finanziaria quando indicò il limite del 4,3 per cento. Il 5,01 per cento non è esattamente la stessa cosa».

        Ma in cambio l´esecutivo ha ottenuto dai sindacati un incremento della produttività e dell´efficienza della pubblica amministrazione. Entrambe fanno parte delle vostre richieste al governo. O no?

          «Sì, ma mi permetta di avere qualche titubanza sulla reale attuazione di questi due punti. Per ora sono sulla carta. Vedremo».

          Giovedì scorso Montezemolo ha lanciato l´ennesimo allarme sulla situazione economica del Paese. Due giorni dopo il governo rinnova il contratto degli statali con aumenti superiori a quanto previsto. È una conferma che la politica continua a sottovalutare le dimensioni e le caratteristiche della crisi?

            «Non possiamo che prendere atto del fatto che l´accordo è stato sottoscritto. Voglio, però, aggiungere che gli industriali non ce l´hanno con i lavoratori pubblici che aspettano da diciassette mesi il nuovo contratto. La Confindustria, però, continua a pensare che le risorse – e sono estremamente poche – vadano investite dove c´è più bisogno, cioè a sostegno delle imprese che combattono sui mercati internazionali. Nella pubblica amministrazione, come noto, non c´è competizione».

            Temete che il governo possa non rispettare l´impegno di ridurre il peso dell´Irap sul costo del lavoro, così come il progetto di intervenire sul cuneo contributivo e fiscale?

              «Noi stiamo alle rassicurazioni ufficiali che sono arrivate anche dal presidente del Consiglio. E Berlusconi ha affermato che tra le priorità del suo nuovo governo ci sono la riduzione dell´Irap, l´intervento sul cuneo fiscale e gli incentivi fiscali alla fusione delle imprese».

              Ma lei pensa che ci siano i soldi per le operazioni così ambizione sull´Irap e il costo del lavoro?

                «Io spero che qualcuno al ministero del Tesoro sappia dove trovare i soldi».

                E se le imprese dovessero rimanere a bocca asciutta?

                  «Intanto mi auguro che non accada. In caso contrario il nostro giudizio sull´accordo per i pubblici dipendenti diventerebbe fortemente negativo».

                  In realtà voi industriali parlate dei contratti pubblici ma pensate a quello dei metalmeccanici. Avete paura che i 100 euro per i ministeriali diventino un obiettivo anche per le tute blu?

                    «No, non è così. Le due vicende non sono comparabili. Il contratto rinnovato ieri era scaduto a quasi un anno e mezzo e poi nel pubblico impiego ci sono i vari comparti perciò i 100 euro diventano di più per alcuni e di meno per altri. Certo l´aumento del 5,01 per cento è oltre il recupero dell´inflazione».

                    Il governo ha allegato all´accordo di Palazzo Chigi il suo impegno ad avviare un confronto per riformare i contratti. La Confindustria ha annunciato un documento per "rifondare le relazioni sindacali". Il protocollo Ciampi del ´93 è arrivato al capolinea?

                      «Dopo oltre dieci anni è cambiato tutto: la competizione mondiale, le aziende, le stesse monete di scambio. Non si tratta solo di riformare gli assetti della contrattazione, c´è bisogno di modernizzare le regole del dialogo sociale. Purtroppo una parte del sindacato, la Cgil, considera questi ancora argomenti tabù. Così abbiamo perso inutilmente un anno. Speriamo che l´iniziativa del governo aiuti ad accelerare un processo».

                    (r.ma.)