“Intervista” Boeri: «E´ la controriforma della previdenza»

21/12/2001
La Stampa web









(Del 21/12/2001 Sezione: Economia Pag. 16)
IL DIRETTORE DELLA FONDAZIONE RODOLFO DEBENEDETTI: «LE NUOVE TASSE SONO VIRTUALI»
«E´ la controriforma della previdenza»
Boeri: progetto iniquo e inefficiente, un errore tagliare i contributi
intervista
Ferico Monga
SIAMO alla controriforma delle pensioni». Il nuovo sistema previdenziale non piace proprio al professor Tito Boeri, docente alla Bocconi e direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti uno dei centro studi più qualificati in materia di politica economica. E anche sul Fisco ha da ridire: «E´ solo virtuale».
Le deleghe sono pronte. Il sistema previdenziale cambia?
«Nelle ultime settimane ho pensato a una non-riforma. Con il testo ultimo siamo quasi alla controriforma. Il governo era partito dichiarando esplicitamente che non avrebbe abbandonato i principi della riforma Dini e quindi il metodo contributivo». E invece?
«Le proposte vanno nella direzione opposta. Faccio tre esempi: primo, la riduzione dei contributi obbligatori per i nuovi assunti, che viene proposta per compensare le imprese per la perdita del Tfr, avverrà mantenendo inalterate le pensioni. Si tratta di un precedente pericolosissimo, perché altre categorie chiederanno di essere trattate nello stesso modo. L´intervento sulle pensioni sociali doveva poi essere collocato al di fuori del sistema previdenziale».
Si cerca però di allungare la vita lavorativa.
«E´ il terzo errore: il premio per chi continua a lavorare c´era già nella Finanziaria 2001. Quelli che andavano in pensione prima continueranno ad andare in pensione e quelli che avrebbero continuato a lavorare continueranno a lavorare a un salario più alto e non pagando le pensioni degli altri».
I conti potrebbero anche peggiorare?
«Sicuramente. Diciamo che non si ridurrà la spesa pensionistica. Anzi potrebbe aumentare e soprattutto diminuirà la componente contributiva: tanto pago tanto ricevo. Così si responsabilizzano i lavoratori e si incentiva anche la riduzione del sommerso».
La delega è equa?
«No, perché i trattamenti di favore sono concessi a generazioni e categorie che erano già state risparmiate dalle riforme degli anni 90 e che ora vengono di nuovo premiate».
Tra l´altro si potrà anche cumulare pensione con altri redditi da lavoro. «Questo è un un altro premio che tra fa a pugni con l´obiettivo di allungare la vita lavorativa perché se lei può andare in pensione e in più anche avere un reddito da lavoro, ha tutti gli incentivi ad andare in pensione».
Veniamo alle misure sul Tfr. Basteranno per far decollare i fondi pensione?
«Il fatto che il Tfr venga smobilizzato e spostato verso i fondi è sicuramente positivo. Ho qualche dubbio però che avverrà facilmente. Primo perché tra i lavoratori questa scelta potrà incontrare opposizione e fino ad ora pochi hanno aderito a questo schema. Poi ci sono altre resistenze: le piccole imprese, i sindacati che erano per la libera scelta e infine anche alcune forze politiche di maggioranza».
Per parlare di riforma che cosa bisognava fare?
«Accelerare la transizione alla riforma Dini. Bisognava estendere il contributivo pro rata a tutti; in secondo luogo applicare le regole della Dini anche ai pensionandi d´anzianità».
Argomento che fa venire l´orticaria ai sindacati. C´era il rischio di uno scontro sociale.
«Certo. Ma se un governo ha una solida maggioranza in Parlamento può permettersi di aprire un confronto aperto nel Paese, discutere a lungo di principi e non solo al tavolo delle trattative». Anche la delega fiscale ha avuto un parto travagliato. «Qui la riforma c´è ma è virtuale. E´ un annuncio di cose che si vogliono fare ma che in realtà sono, per ora, impossibili. Quello che si sta facendo sul versante delle pensioni va tutto nella direzione di aumentare la spesa pubblica, per cui si allontanano ulteriormente i tempi di attuazione della riduzione delle tasse. Francamente sarebbe stato più opportuno aspettare».

 

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