“Intervista” Billè: tagli alle tasse, o tornerà il buio

25/11/2003



25 Novembre 2003

intervista
Federico Monga
Billè: tagli alle tasse, o a gennaio tornerà il buio
    PRESIDENTE Billè , dopo mesi passati a piangere miseria, i commercianti possono tornare a sorridere?
    «Qualche avvisaglia di ripresa c’è. Attenzione però a farci prendere dall’euforia».
    Secondo i conti di Confcommercio, a Natale gli italiani spenderanno l’8,5% in più rispetto al 2002. Perché non siete ancora contenti?
    «Ci sono diversi buoni motivi per non credere che il peggio sia passato. L’aumento della nostra produzione negli ultimi tre mesi, dopo un anno e mezzo di gelo, non basta per poter parlare di ripresa. I consumi e le esportazioni non danno congrui segnali in questa direzione».
    Ma come? Il vostro centro studi dice che è in arrivo una ripresa della spesa per le feste.
    «La spesa natalizia in Italia ha sempre fatto storia a sé. E’ probabile che gli acquisti in beni durevoli, soprattutto tecnologia, elettrodomestici, giocattoli, arredi per la casa, garantiranno un sovrappiù da 13 miliardi e mezzo di euro, un terzo delle tredicesime. Ma siamo di fronte ad un rimbalzo episodico. Quando l’albero e il presepe saranno riposti in cantina, bisogna evitare che le famiglie siano costrette a tornare a campare d’aria».
    Insomma, dopo tante rinunce gli italiani non se la sentono di tirare la cinghia anche sul Natale, ma poi c’è il rischio che tutto torni come prima. E’ così?
    «Il punto è questo. Il Natale deve essere usato per ridare slancio al mercato in modo che nel 2004 la produzione di ricchezza raggiunga livelli accettabili».
    E invece?
    «Nulla si sa delle politiche di supporto e sostegno a questo primo e timido avvio di ripresa. Non vorrei che ci fossero altre docce fredde».
    Lei continua vedere la bottiglia mezza vuota.
    «Attenzione. Fino ad oggi siamo stati avvantaggiati da prezzi del petrolio bassi. Questo andamento potrebbe non continuare in eterno e si farà sentire sul potere d’acquisto».
    Ce l’ha con il governo ?
    «Il primo a galoppare dovrebbe proprio essere il governo. Invece continua ad andare al trotto, anzi al passo. Pensa solo a rimettere a posto i conti con condoni e controcondoni. Oggi però il barile è stato raschiato, per altro sottraendo risorse che le famiglie avrebbero potuto spendere per i consumi. Vedo poi che sono previsti investimenti straordinari per rafforzare le strutture antiterrorismo».
    Tutelare l’incolumità degli italiani è anche un modo per difendere i vostri clienti.
    «Si tratta di interventi sacrosanti. Ma sarebbe un errore trascurare le tante piccole Al Qaeda di segno economico che stanno rompendo le gambe a gran parte del sistema».
    E chi sarebbero questi, come li chiama lei, terroristi che «sparano» ai consumi?
    «Alta pressione fiscale, aumenti a raffica delle imposte locali e dei servizi di pubblica utilità. Niente soldi per modernizzare gli impianti, turismo abbandonato, ricerca in gattabuia».
    Che cosa dovrebbe fare il governo?
    «Controllare le tariffe. Abbassare le tasse, agire sulla leva fiscale come hanno fatto negli Usa, come hanno fatto Germania e Francia, che stanno raddrizzando la schiena nonostante abbiano i nostri stessi problemi».
    Altrimenti?
    «Altrimenti a metà del 2004 saremo di nuovo al palo».