“Intervista” Billè: «Rilanciamo i consumi»

29/01/2002





L’allarme del presidente di Confcommercio mentre il changeover � quasi concluso
Bill�: �Rilanciamo i consumi�
Chiesta una accelerazione della riforma fiscale – Il Pil 2002 crescer� solo dell’1,2%
Nicoletta Picchio
ROMA – I dati sull’inflazione di gennaio �smentiscono i profeti di sventura�. Sergio Bill� aspettava le anticipazioni sull’andamento dei prezzi per poter dire, dati alla mano, che l’allarmismo sul changeover � stato eccessivo. E che le accuse alla categoria sono state ingiustificate, visto che la distribuzione non ha colto l’occasione del passaggio dalla lira all’euro per ritoccare all’ins� i listini. Un fattore positivo, quindi, che ha contribuito a tenere fredda l’inflazione. Ma c’� un risvolto negativo della medaglia: e cio� la vera e propria �gelata� sui consumi registrata dall’Istat. �La gente non spende, gli ordinativi dell’industria hanno un andamento negativo�, dice Bill�, che nutre forti preoccupazioni per le prospettive dell’economia nel 2002. E rilancia la sua proposta per rimetterla in moto: un’anticipazione gi� da quest’anno della riforma fiscale annunciata dal Governo.
Il temuto balzo dell’inflazione non c’� stato: i commercianti, quindi, hanno fatto la loro parte?
Ci hanno accusato che avremmo fatto arrotondamenti a ruota libera. Invece la distribuzione ha avuto un ruolo pi� che responsabile. Guardiamo per esempio Milano: � una citt� che ha visto diminuire l’inflazione dal 2% di dicembre all’1,9% di gennaio, nonostante il forte rimbalzo da 1.500 lire ad un euro dei mezzi di trasporto. Ci� vuol dire che i prezzi della distribuzione sono rimasti fermi. Quindi giudico scorretta la campagna negativa che abbiamo dovuto subire. Anzi, abbiamo avuto comportamenti pi� corretti rispetto ai tedeschi, tanto per fare un esempio.
Le "monetine" dovranno scomparire?
All’inizio ce n’� stato bisogno proprio per modificare correttamente i prezzi dalle lire all’euro. Poi naturalmente il loro uso si ridurr�, piuttosto avremmo dovuto fare banconote da uno euro o due euro, come avviene negli Stati Uniti per i dollari: sarebbe stato pi� semplice.
Inflazione bassa, ma anche economia che non fa balzi in avanti: la gente non spende e non consuma?
Sono preoccupato per l’andamento del mercato: in effetti i consumi sono in crisi, per la prima volta hanno un segno in negativo non solo i piccoli negozi ma anche la grande distribuzione.
Il motivo?
Continua ad erodersi il potere d’acquisto della famiglia media italiana. � eroso dal sistema fiscale, dalla maggior parte dei servizi che sono aumentati. E inoltre non ci sono pi� nemmeno le rendite finanziarie cospicue che davano agli italiani quel margine in pi� da spendere in consumi: il rendimento dei Bot � del 2,5%, con un’inflazione quasi analoga. La nostra previsioni per il 2002 indicano un Pil all’1,2% e i consumi in crescita solo dell’1%, dati peggiori rispetto al 2001. � un circolo vizioso: la gente non spende, non consuma, le imprese dovranno ridurre le produzione, con effetti negativi sull’occupazione e quindi di nuovo sui consumi. Occorre una boccata d’ossigeno.
Con quali strumenti?
Per uscirne ci vuole una manovra a tenaglia: cercando, da un lato, di spegnere i fuochi della tensione sociale che potrebbe, se abbandonata a se stessa, sfuggire di mano; allo stesso tempo va anticipata, senza aspettare il 2003, la leva fiscale, stralciando magari il provvedimento pi� urgente che � la diminuzione dell’Irpef. Il fisco infatti continua a pesare: sbaglia chi dice che dal 1997 ad oggi la pressione fiscale � diminuita. Nel 1997 era al 44,5%, un picco dovuto per� al pagamento dell’eurotassa, ma gi� nel 1998 era scesa al 42,9% ed oggi � rimasta uguale. Bisogna agire subito. Come sull’inquinamento: non si pu� pensare di risolvere il problema aspettando l’entrata sul mercato dell’auto ad idrogeno. Sarebbe pericoloso rinviare di 12 mesi decisioni necessarie a far ripartire un mercato che � gi� in un’area di rischio come dimostrano le previsioni di aumento del Pil per il 2002: un 1,2% che � quasi niente.

Marted� 29 Gennaio 2002