“Intervista” Billè: «Le zucchine sono care? Si può comprare altro»

24/10/2003

 

venerdì 24 ottobre 2003
Pagina 39 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il presidente di Confcommercio: siamo alla recessione, ma non è colpa dei negozianti

Billè: "Le zucchine sono care? Si può sempre comprare altro"
          Cala il potere d´acquisto e manca una politica di promozione delle vendite
          Gli aumenti ci sono, è vero. Ma anche i costi sono cresciuti a dismisura

          ELENA POLIDORI

          ROMA – I consumi calano. «E´ recessione», sentenzia subito il presidente della Confcommercio, Sergio Billè.
          Scusi, ma lei si è chiesto perché la gente non consuma più?
          «Non perché i prezzi sono aumentati ma perché è diminuito il potere d´acquisto delle famiglie. Non c´è una politica della promozione del consumo».
          Davvero crede che non ci sia un nesso tra consumi in calo e rincari?
          «Ma lei sa quanti costi devono sopportare i commercianti? Lei sa che le piccole e medie imprese pagano l´energia il 30% in più, i servizi bancari e finanziari il 25% e i servizi di base il 20%?»
          Ma lei ci va a fare la spesa?
          «Sì»
          E come fa allora a non vedere che i prezzi sono aumentati?
          «Io dico una cosa diversa. Dico che sui commercianti si scaricano una serie di costi. E dico pure che il governo non fa nulla per aiutare i consumi. Per esempio: perché non detassa le tredicesime come io suggerisco da tempo?».
          Entrando nei negozi si sarà accorto che le zucchine costano il doppio ma anche le merendine o i ricambi dei motorini.
          «Sempre con queste zucchine: mia madre me le dava solo a maggio, quando è stagione».
          Mettiamola diversamente: se prima con 50 mila lire riempiva due buste di spesa ora le servono 50 euro, cioè il doppio.
          «No, parlare di duplicazione è un eccesso ».
          E´ un fenomeno sotto gli occhi di tutti.
          «Insisto: è un eccesso. Il problema è che l´euro non ha portato con sé una modernizzazione del sistema-paese. I servizi di base costano uno sproposito rispetto agli altri partner. E allora, per forza tutto questo si riverbera sui prezzi. Non sono i commercianti che per follia criminale complessiva hanno deciso i rincari che ci sono, non lo nego».
          Allora è vero che le zucchine sono diventate proibitive?
          «Si può sempre mangiare un´altra cosa».
          Voi siete sotto accusa per l´inflazione, anche se a ottobre è scesa.
          «E avremmo potuto dire: vedete, non è colpa nostra. Invece diciamo: attenzione, l´economia è al capolinea. Lo stato deve liberare risorse per le famiglie, perché consumino. Nella Finanziaria, invece, c´è solo un incentivo minimo per la maternità».
          Ma c´è anche l´inflazione percepita, che è ben più alta.
          «Perché ha più rimbalzo mediatico e tiene conto solo dell´ultimo tratto del paniere, cioè degli acquisti frequenti, giornalieri».
          E´ un indicatore reale, però, calcolato da Bce e Commissione Ue.
          «Io sono stato uno dei primi ad inventare questo termine, durante una audizione parlamentare».
          In Parlamento si discute di Finanziaria che tra l´altro affida alla Guardia di Finanza i controlli dei prezzi nelle botteghe. Che pensa?
          «E c´era bisogno di scriverlo nel testo? Comunque, facciano pure, ma non per taroccare il mercato. Perché se un commerciante, grande o piccolo, aumenta i prezzi non lo fa per libera scelta ma perché è costretto a sopportare alti costi».