“Intervista” Billè: «Lasciate perdere l´articolo 18 incattivite milioni di lavoratori»

26/02/2002


MARTED�, 26 FEBBRAIO 2002
Pagina 7 – Economia
L�INTERVISTA
Sergio Bill�, leader di Confcommercio, invita governo e D�Amato a trattare temi pi� importanti
"Lasciate perdere l�articolo 18 incattivite milioni di lavoratori"
quanti errori Insistendo sulla licenziabilit� avete sbagliato dando a Cgil un enorme potere
VITTORIA SIVO

ROMA – �Vorrei lanciare un caldo, telegrafico appello: piantiamola di riempirci la bocca con questa storia dell�art.18�. Per dare un�idea del tono con cui Sergio Bill� avvia la nostra conversazione l�immagine pi� calzante � un�auto che parte sgommando. E� davvero esasperato il presidente della Confcommercio: �Non ci possiamo impiccare a questa vicenda, come se dalla modifica di una norma dello Statuto dei lavoratori dipendessero le sorti presenti e future dell�economia italiana�.

Nemmeno il governo sostiene che l�art.18 � il principio e la fine di tutto, ma un�attenuazione dei vincoli dello Statuto pu� aiutare. E la Confindustria…

�Ma se sono tre mesi che ci arrovelliamo tutti attorno a questo tema! E con quali risultati? Nessuno, uno zero totale, se non quello di avere oggi milioni di lavoratori sempre pi� arrabbiati, perch� pensano che dietro questa norma ci sia la volont� delle aziende di avere mano libera nei licenziamenti�.


Forse � anche colpa vostra se non riuscite a far passare un messaggio diverso da quello su cui battono i sindacati.


�Sar� anche stato un errore di comunicazione, ma ormai � tardi. Vaglielo spiegare ai lavoratori che se passasse davvero questa modifica, i casi coinvolti si conterebbero sulle dita di una mano�.


Presidente Bill�, lei sta in pratica consigliando al governo di stralciare l�art.18 dalla riforma del mercato del lavoro?

�La verit� � che nell�impostare e condurre questa trattativa sono stati commessi errori a raffica. Col risultato di avere regalato su un piatto d�argento alla Cgil, ma anche agli altri sindacati, un potere contrattuale che tre mesi fa non si sognavano nemmeno�.


Di fronte al muro di �no� dei sindacati, lei, al posto del governo, cosa avrebbe fatto?

�Glissare, sospendere la polemica. E cominciare ad occuparsi finalmente di questioni pi� importanti, invece di andare promettendo soldi al licenziando�.


Nel resto d�Europa il risarcimento economico, anzich� il reintegro nel posto di lavoro, per il licenziamento senza giusta causa � la regola.

�In Italia allo stato delle cose fino a quando l�art.18 sar� al centro del tavolo non si costruir� nulla di buono�.


Il governo ha sospeso l�iter del provvedimento per due mesi, invitando imprese e sindacati a dialogare direttamente
.
�Dialogare su che cosa, se l�art.18 continua ad incombere? E poi: due mesi a partire da quando, se � gi� chiaro che prima di due settimane non maturer� niente? �.


Scettico fino a tal punto?

�Temo ulteriori perdite di tempo. A meno che non si affrontino le vere priorit�. Numero uno: la riforma del collocamento, dando pi� funzioni ai privati, ma aumentando anche il ruolo degli enti bilaterali. In secondo luogo affrontiamo il problema dei nuovi lavori, delle collaborazione coordinate e continuative, attraverso una flessibilit� diffusa, ma contrattata. E parliamo soprattutto di riforma degli ammortizzatori sociali, problema sempre rinviato forse perch� l�attuale sistema avvantaggia la solita piccola, ma potente cerchia di imprese, con un enorme spreco di risorse. Bisogna infine discutere sul serio di riforma fiscale: con un�economia in fase di glaciazione e con il potere d�acquisto delle famiglie che in quattro anni ha perso il 10-12%, cominciamo col ridurre Irpef e Irap. La frenata dei consumi sta incidendo anche sulla grande distribuzione che fino a ieri sembrava mantenere un trend positivo�.


Insomma niente flessibilit� e niente art.18?

�Mettiamo sul tavolo nuovi posti di lavoro, attraverso gli interventi che ho appena elencato, parliamo di investimenti, di infrastrutture, di formazione professionale assistita e poi parliamo di tutta la flessibilit� necessaria�.


Quindi, torno a chiederle: l�art. 18 va stralciato?

�Diciamo che va sgonfiato. O, se preferisce, diciamo che vorrei evitare che la palla di neve si trasformi in valanga, seppellendo tutte le riforme importanti di cui abbiamo urgente bisogno�.