“Intervista” Billè: «Interventi da vecchia Dc; una manovra da rottamare»

23/10/2002

 
MERCOLEDÌ, 23 OTTOBRE 2002
 
Pagina 2 – Economia
 
L´INTERVISTA
 
Il presidente di Confcommercio Sergio Billè: "Ancora una volta favori alle grandi imprese"
 
"Interventi da vecchia Dc una manovra da rottamare"
 
 
 
le ingiustizie
Tornano le ingiustizie fiscali, a pagare ancora una volta sono le piccole aziende
 
LUISA GRION

ROMA – La rottamazione delle auto è una idea folle e la Finanziaria in via di approvazione è uno scheletro che cammina da solo, un «mix di interventi assistenzialisti e corporativi degno della più vecchia Dc». I commercianti di Sergio Billè giurano di non voler avere più nulla a che fare con queste norme «senza più struttura», che a forza di tocchi e ritocchi «finiranno per premiare sempre i soliti: quelli della grande industria». Confcommercio è arrabbiata, perché il tanto promesso decreto salva-consumi sembra praticamente svanito. Ed è delusa perché aveva votato in massa il governo Berlusconi attratta da un «cambiamento» che, constata, non è arrivato.
Presidente Billè, cosa le ha fatto cambiare idea? Fino a pochi giorni fa la manovra le piaceva
«In realtà l´avevo definita di galleggiamento. Non ne sono mai stato entusiasta, ma vedevo nell´iniziativa di Tremonti di rimodulare il carico fiscale fra piccole e grandi aziende un atto di grande coraggio. Ora invece ho la sensazione che nel piatto ci stia arrivando un minestrone riscaldato. Parlo del tentativo di ripescaggio – in extremis, sotto banco, alla maniera della vecchia Dc – di quella Dit e della Superdit che tanti vantaggi avevano portato alle grandi imprese. Capisco le pressioni. Le solite. Comprendo la necessità per il governo di non crearsi nuovi, autorevoli nemici, ma qui si fa il salto della quaglia, un pasticcio alla vecchia maniera. E questo sarebbe un governo innovatore e che punta alla riforma del sistema?»
Confcommercio ne è stata un grande elettore...
«Noi non facciamo ideologia attraverso l´associazione. Diciamo che lo ha eletto la maggioranza degli italiani appunto perché nasceva all´insegna del cambiamento. Certo in questi giorni stiamo assistendo al ritorno di vecchie logiche che speravamo abbandonate per sempre».
A proposito di Dit e Superdit la vostra è la solita polemica contro la Confindustria?
«Io non sono contro Confindustria, sono contro le ingiustizie fiscali pagate dalle piccole aziende a vantaggio delle grandi. Sono convinto che anche le piccole imprese che fanno parte di quella associazione siano d´accordo con me»
Allora ce l´avete con il governo perché stanno tramontando le ipotesi di un decreto ad hoc per il rilancio dei consumi?
«Il fatto che le risorse destinate al potenziamento della domanda interna stiano per essere destinate solo al settore auto è di fatto uno sbaglio imperdonabile. La rottamazione è una follia. Primo perché dirotterebbe tutte le risorse su un solo ramo. Secondo perché, visto il crollo d´immagine della Fiat e la scarsa competitività dei suoi modelli, se ne avvantaggerebbero in gran parte i marchi stranieri. E non sta in piedi nemmeno l´idea che la Fiat possa aggiungere di suo sconti per 1700 euro: si tratterebbe di un dumping che comunque farebbe saltare il piano di rientro».
Secondo lei lo Stato non dovrebbe intervenire?
«No, l´intervento è necessario. Anzi la stessa Fiat dovrebbe individuare le alternative possibili, ma vedo nel gruppo un totale black-out ».
Un mese fa avevate detto che se la Finanziaria non avesse contenuto misure a favore della domanda interna sareste scesi in piazza a fianco dei consumatori. Allora?
«Allora aspettiamo di vedere i conti finali di questa misura. Poi non esiteremo a metterci di traverso rispetto ad una manovra che, da quanto si può vedere oggi, sembra da rottamare».