“Intervista” Billè: «Il governo non ci incanta più»

13/10/2003

 

lunedì 13 ottobre 2003 
Pagina 11 – Economia
 
 
L´INTERVISTA
Il presidente della Confcommercio: ci hanno preso in giro e ora scaricano su di noi le colpe

Billè: "Troppi errori e furbate il governo non ci incanta più"
          I prezzi Da domani "carte scoperte", la campagna per spiegare il perché degli aumenti
          LUISA GRION

          ROMA – Questa volta il «basta» è definitivo: i commercianti con questo governo non vogliono più dialogare. E visto che all´esecutivo Berlusconi di voti ne hanno portati davvero tanti, a Palazzo Chigi – dice – dovrebbero preoccuparsi. Sergio Billè leader della Confcommercio annuncia che da domani inizierà su tutto il territorio «carte scoperte», campagna di comunicazione organizzata dai suoi associati dove – certo – si parlerà di prezzi. Ma anche di come il governo da tre anni a questa parte stia «facendo il furbo» e cerchi ora «di scaricare su altri le colpe di una politica economica sbagliata». I suoi – assicura – «sono stanchi di essere presi in giro». E´ l´ultima presa in giro, quella della Finanziaria, ha fatto traboccare il vaso.
          Presidente, ma se è vero che sono tre anni che il governo vi racconta frottole perché reagite solo ora? Forse perché adesso minaccia di mandare la Guardia di Finanza nei negozi?
          «I controlli non sono un problema, forse qualcuno avrà pure fatto il furbo, ma il primo a fare il furbo è stato proprio il governo. E per questo che siamo arrabbiati: troviamo insopportabile la campagna di depistaggio fatta da chi crede di salvarsi la pelle dando la colpa agli altri. Commercianti, artigiani, partite Iva, imprenditori: saremmo tutti speculatori che per salvare i propri interessi non hanno esitato a mandare il paese alla rovina. Se il governo crede di cavarsela così sappia che si sta sbagliando».
          E´ una schermaglia amorosa o una vera rottura?
          «Se volessi scherzare risponderei con una battuta: Fini fa bene a chiedere di far votare gli immigrati, perché quei voti serviranno alla coalizione per rimpiazzare i voti di chi ne ha veramente piene le tasche di promesse non mantenute, errori e furbate».

          Allora veniamo alla goccia che ha fatto traboccare il vaso, la Finanziaria. Cosa c´è che non va?
          «C´è che non ha niente di quanto promesso. Non c´è diminuzione della pressione fiscale né per le famiglie, né per le aziende. Non c´è niente di concreto per lo sviluppo degli investimenti e delle infrastrutture. Non c´è niente di niente a sostegno delle piccole medie imprese. Anzi per quanto riguarda il turismo, uno dei pochi campi in cui ancora si può creare occupazione, il settore non è nemmeno citato. E´ una legge che cerca semplicemente di tappare i buchi di un paese che continua a restare sull´orlo del dissesto».
          Forse va anche detto che vista la situazione attuale alcuni obiettivi, come il taglio delle tasse, era difficilmente realizzabile.
          «Affatto. Perché Chirac in Francia è riuscito a ridurre di cinque punti la pressione fiscale? Non è che loro stiano molto meglio di noi. Certo hanno avuto l´intelligenza di non voler fare i primi della classe per rispettare, sulle spalle di famiglie e imprese, un Patto di stabilità che si è rivelato una colossale presa in giro. Studiato per economie in crescita del 5 per cento, dovrebbe essere mantenuto anche se il Pil avanza di pochi decimali».
          C´è stata anche la riforma delle pensioni però.
          «Una riformicchia. Si poteva fare i più e meglio senza spaccare il paese. Bastava non perdere due anni di tempo nell´assurda polemica sull´articolo 18».
          Lei si lamenta, ma i sindacati dicono che dovrebbe essere contento visto che i lavoratori autonomi manterranno aliquote vantaggiose rispetto ai dipendenti.
          «La risposta è facile: si vada a vedere cosa prende la moglie di un autonomo rispetto a quella di un dipendente. Faccio notare anche che l´andamento del nostro settore è più virtuoso di altri».
          Cosa dimostrerete in questa campagna «carte scoperte»?
          «Dimostreremo dove stanno davvero i furbi, come la politica economica di questi anni abbia eroso il potere d´acquisto delle famiglie e ridotto i margini delle aziende. Renderemo noto come, sempre grazie alla stessa politica, negli ultimi cinque anni la competitività del sistema sia passata dal 26esimo al 36esimo posto. Dimostreremo come con alcune leggi il governo abbia favorito certi settori e penalizzato altri. La 488 per esempio: su 16,7 miliardi di euro distribuiti l´88,9 è andato all´industria, il 9,1 al turismo, il 2 al commercio. E sì che con un milione di euro il commercio genera 45 posti, il turismo 29 e l´industria 25».
          Com´è che voi vi arrabbiate proprio adesso e Confindustria proprio adesso fa la pace o quasi con il governo.
          «Avrà ottenuto, appunto, qualche contentino».
          Presidente torniamo ai prezzi. Fazio dice che avete speculato sul cambio lira-euro.
          «Non è originale, d´altra parte Bankitalia ha un centro studi demagogico e ritardatario e lui invece di parlare, da governatore, alle banche ha deciso di parlare, da politico, al paese».
          I consumatori vi invitano a fumare il calumet della pace: basta che anticipiate i saldi al periodo prenatalizio. Cosa risponde?
          «Che quando gli altri faranno lo sconto ai commercianti, i commercianti faranno lo sconto ai clienti».