“Intervista” Billè: «I contratti vero banco di prova»

29/01/2003




Mercoledí 29 Gennaio 2003
«I contratti vero banco di prova»

Billè (Confcommercio): rilanciare i consumi – «Senza euro di carta tornano i miniassegni»

R.BOC.


ROMA – «Adesso dobbiamo augurarci solo una cosa: che non ci arrivi tra capo e collo una nuova guerra, con effetti devastanti, e non solo a causa dell’inevitabile aumento del prezzo del petrolio. Effetti che arriverebbero proprio nel momento in cui il mercato e la situazione dei prezzi registrata dall’Istat stanno dando qualche segno di ripresa». Per Sergio Billè, presidente della Confcommercio, la frenata dell’inflazione è davvero una luce in fondo al tunnel.
Presidente, l’ipotesi del conflitto è tutt’altro che remota..
Se il conflitto non si potrà evitare, allora è indispensabile che le istituzioni si muovano per tempo, adottando misure che consentano di contenere entro limiti accettabili i danni che potrebbero derivare alla nostra economia.
Cosa potrebbe fare il Governo?
In primo luogo il Governo dovrebbe occuparsi di sciogliere il nodo dei rinnovi contrattuali: le imprese non possono oggi affrontare un problema di così grande portata se prima non vi saranno chiari segnali di ripartenza del mercato e di tutta l’economia. Per affrontare i contratti è necessario uscire da questo stato di galleggiamento durato troppo e purtroppo ancora in corso perché una serie di trattative sui rinnovi contrattuali come quelle che si susseguono ormai quasi quotidianamente nelle piattaforme non ci porterebbe da nessuna parte. D’altronde il dato dell’inflazione se verrà confermato, e tutto fa sperare che lo sia, due o tre cose ce le deve insegnare.
Quali?
La prima è che tutto il can can che si è fatto sui prezzi dei prodotti al consumo non aveva ragione di essere perché gran parte dell’inflazione aveva altre cause: i costi di quasi tutti i servizi di base, assicurazioni e gabelle direi di cartello di ogni genere. Inoltre l’aumento di alcuni prodotti alimentari freschi, quando si è registrato, era dovuto sostanzialmente a problemi stagionali e meteorologici e prima di avere effetti di rimbalzo sui prezzi al dettaglio li avevano avuti anche sui prezzi alla produzione. La terza osservazione è che tutto il mercato della distribuzione, per rilanciare i consumi, ha fatto di tutto pur a fronte di un aumento di oneri per arginare ogni manovra speculativa sui prezzi. Che iniziative ci sono in cantiere?
Oggi c’è la sconfitta di chi si è inventato panieri inesistenti: alla fine, come conferma il dato di gennaio, la verità è saltata fuori. La prossima settimana contiamo di firmare un protocollo presso il ministero delle Attività produttive per la reintroduzione del doppio prezzo almeno fino a metà anno. Si potrebbe poi profilare un ritorno dei miniassegni di fronte all’intransigenza della Bce verso l’euro di carta, proposto dall’Italia.
Però la fiammata dei prezzi c’è stata nei mesi scorsi…
Vediamole, allora, le origini della fiammata, scomponiamole. Il nuovo paniere Istat, con la sua ridefinizione della ponderazione, potrà comportare novità nei mesi prossimi. Tutti i rincari delle assicurazioni erano stati fatti sotto costo, dal momento che nel 2002 le assicurazioni incidevano, per la misurazione del costo della vita, in misura molto minore a quella definita nel nuovo paniere del 2003. Quindi, attenzione a parlare di fiammata dei prezzi della distribuzione. Certo, non è nemmeno il caso di cullarsi sul risultato del blocco dell’inflazione, dopo sei mesi di aumenti. È ovvio che per avere effetti tangibili questo risultato dev’essere migliorato, con il contributo di tutte le istituzioni. Ma appare altrettanto chiaro che il problema principale è che l’economia italiana in questo momento è in fase di stallo.