“Intervista” Billè: «È lo Stato che fa crescere i prezzi»

03/01/2002
La Stampa web




intervista
Raffaello Masci


(Del 3/1/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
IL PRESIDENTE DELLA CONFCOMMERCIO SODDISFATTO: «LE COSE STANNO ANDANDO MEGLIO DEL PREVISTO, LA DISTRIBUZIONE HA RISPETTATO I PATTI»
«È lo Stato che fa crescere i prezzi»
Billé: che interesse avremmo noi a speculare sui clienti?

ROMA

NON enfatizziamo le piccole difficoltà: le cose stanno andando fin troppo bene. E se qualcuno sui prezzi ci sta "marciando", è proprio lo Stato che è andato a ritoccare alcuni prezzi controllati». Le file, i disguidi, i doppi resti (in lire e in euro) sono solo fattori episodici, propri di ogni inizio, e non preoccupano Sergio Billé, presidente degli ottocentomila commercianti e operatori dei servizi e del turismo, aggregati in Confcommercio.
Proteste, arrotondamenti fasulli, alcuni rincari preoccupanti. Non le pare che sia stato un incerto inizio quello dell´euro, avvocato Billè?
«Ma scherza! E´ andata meglio di come si potesse immaginare, anzi le dirò: se un mese fa mi avesse chiesto come prevedevo il primo giorno feriale di euro, io sarei stato alquanto pessimista. Non dobbiamo dimenticare che abbiamo assistito ad una svolta epocale».
D´accordo: ma non avevate promesso prezzi stabili e incidenza del cambio pressoché nulla?
«E abbiamo mantenuto la promessa. I commercianti sono stati di un rigore esemplare, ce ne ha dato atto anche Adiconsum, una delle maggiori associazioni di consumatori, che con noi non è mai stata tenera. E poi, siamo giusti, che interesse avremmo avuto a menare per il naso i nostri clienti: quel che importa al commercio è di mantenere il mercato e non deprimere i consumi. Poi lei mi potrà dire che qualcuno ha fatto il furbo? Sarà pure così, ma in questo caso mal gliene incoglierà, perché avrà segnato la sua condanna all´emarginazione dal mercato».
Eppure stamattina (ieri per chi legge – ndr) sono arrivate proteste dei lettori che si sono accorti di rincari ingiustificati.
«E hanno perfettamente ragione. Ma andiamoli a guardare questi aumenti: fiammiferi, gioco del lotto, medicine, trasporti, tabacchi, tariffe autostradali … e via elencando. Si tratta, se osserviamo bene, quasi soltanto di prodotti sui quali lo Stato esercita un potere totale o comunque rilevante: mi permetta di dire che lo Stato ha dato un cattivo esempio, in questo senso».
… e magari capace di innescare un processo di riscaldamento dell´inflazione?
«Beh, adesso andiamoci piano! Intanto stiamo parlando di un fenomeno che ha 24 o al massimo 48 ore di vita. E´ assolutamente prematuro parlare di paura dell´inflazione e quindi io non mi fascerei la testa prima di essermela rotta. Ciò detto, bisogna considerare che molti di questi prodotti rincarati vanno poi a finire nel paniere di rilevazione dell´inflazione, e quindi una qualche prudenza nell´agire sui prezzi non avrebbe guastato. Ma comunque non voglio generare allarmi di sorta: se un pericolo inflazione mai dovesse esserci – lo sappiamo benissimo – questo verrà dal petrolio. E´ lì che va concentrata la massima vigilanza».
Lo Stato avrà anche dato il cattivo esempio, ma qualcuno ha trovato aumenti ingiustificati anche al bar, su caffè e consumazioni. E qui la colpa di chi è se non di voi commercianti?
«Io direi quattro cose in proposito. Prima: ci sono stati accordi precisi sugli arrotondamenti e i commercianti, nel loro insieme, li stanno rispettando. Seconda: il fenomeno di chi non si è attenuto a questo criterio, è assolutamente marginale ed episodico. Terza: non dimentichiamoci che i prezzi sono liberi e io posso mettere il caffè, per fare un esempio, quanto mi pare; salvo pagarne poi le conseguenze, mi pare chiaro. Quarta: il consumatore a volte non si ricorda il prezzo originale e magari coglie aumenti dove non ci sono, oppure non tiene conto di eventuali aumenti dei costi alla produzione. Tutto qui». In questa prima giornata feriale dell´euro, comunque, non si sono visti grandi scambi al dettaglio con la nuova moneta. In questo i commercianti sono sembrati un po´ in difficoltà. «Il primo gennaio bar, ristoranti, impianti di erogazione dei carburanti, se la sono cavata molto bene. Su questa seconda giornata abbiamo dati ancora troppo frammentari ma comunque tutti positivi. E´ vero che gli scambi sono avvenuti per lo più in lire, cioè nella moneta che la gente ha ancora in tasca, ma con una grande "eurocuriosità". E poi c´è da dire che alcuni esercenti ancora stamattina non si erano procurati il consigliato kit da 315 euro a motivo delle gravi sanzioni pecuniarie (fino a 54 milioni, di lire) per chi li avesse smarriti». Parliamo dei consumi: a un primo impatto della nuova moneta, che valutazione ne dà?
«Le prime notizie che ci giungono dalla grande distribuzione, sono eccellenti. E´ come se la gente si volesse disfare presto delle vecchie lire per passare alla nuova moneta. Direi che è stata una reazione entusiastica».
Ma quanto durerà?
«Questo lo sapremo solo dopo il primo marzo, quando la doppia circolazione euro-lira sarà conclusa.
Se la sente di fare delle previsioni?
«Io non sarei pessimista, ma certo la situazione va tenuta sotto controllo. Dico solo che se la dinamica dei consumi è aumentata nell´ultimo anno di appena l´1,1% – praticamente niente – non possiamo permetterci una raggelata». Altrimenti?
«Altrimenti si renderà necessario un intervento di defiscalizzazione da parte dello Stato, ricorrendo anche alla decretazione d´urgenza. Qualche preoccupazione, per esempio, ce l´ho per le fasce sociali più deboli della popolazione, quelle maggiormente esposte ad un raffreddamento dei consumi legato all´impatto della moneta. Ma per questo aspettiamo di valutare bene i fatti quando ci saranno».
E per intanto?
«Accontentiamoci».



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