“Intervista” Billè: Controlli veri ma sugli evasori

02/10/2003







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giovedì 2 ottobre 2003
Il presidente della Confcommercio Billè:
dal Tesoro solo uno spot

«La Finanza contro il carovita? Controlli veri ma sugli evasori»

      ROMA – «E’ una caccia agli untori». Come «quella descritta nei Promessi Sposi»: Sergio Billè, presidente della Confcommercio questa volta ha un bersaglio preciso. E’ il ministro dell’Economia Giulio Tremonti col «suo spot sulla Guardia di Finanza». Che Billè prende molto sul serio. «Ho l’impressione che il vero intento di Tremonti sia un altro: obbligare i commercianti ad aderire al concordato preventivo. Così magari potrà cartolarizzare i guadagni futuri della categoria», dice il numero uno della Confcommercio. «Si tratta di una minimun tax al rovescio» aggiunge Billè, riferendosi al concordato preventivo che è destinato a sostituire gli studi di settore e che prevede, su base volontaria, la definizione preventiva, forfettaria e presuntiva dei redditi degli anni successivi. «A esser buono l’iniziativa di Tremonti è un’azione di palese depistaggio» aggiunge Billè. Depistaggio da chi e perché? Pensa davvero che i commercianti non abbiano responsabilità nei rincari?
      «Depistaggio per salvare la faccia. Innanzitutto perché all’aumento dei prezzi hanno concorso una montagna di cause che il governo si guarda bene dal denunciare. Si vuole mandare la Guardia di Finanza alla bancarella del mercato e non si dice nulla su chi, più in alto, lucra sui prezzi e macina profitti magari falsificando anche i bilanci senza subire controlli».

      A chi si riferisce?

      «Si parla tanto dei rincari delle zucchine. Ma che dire dei pomodori?».

      Sta pensando forse alla Cirio?

      «Beh, veda lei. In ogni caso se i controlli fossero stati fatti ovunque il paese non avrebbe un’evasione di oltre 200 mila miliardi di vecchie lire. Se li è messi tutti in tasca il negoziante che vende zucchine? E’ lui che viaggia in Ferrari? E poi ci sono il governo e gli enti locali che per drenare risorse stanno massacrando di tasse e tariffe le famiglie e chi insiste a fare il mestiere di operatore. Ma non basta».

      C’è dell’altro?

      «Non s’è fatto niente contro i mediatori che si inseriscono fittiziamente nella filiera dalla produzione,all’ingrosso e al dettaglio. Sono casellanti che impongono il loro pedaggio. Roba da Medio Evo… E la finanziaria per mancanza di idee e di risorse non affronta nessuno dei problemi elencati».

      Così..?

      «Così, abbiamo deciso di passare all’attacco».

      Abbasserete i prezzi?

      «Lo faremo appena possibile, quando l’economia riprenderà».

      E allora come volterete pagina?

      «Con una iniziativa a tutto campo in 100 città, il 14 ottobre. Esporremo dati, listini, costi dei servizi tariffe prezzi all’ingrosso e al dettaglio. Cercheremo il rapporto con i consumatori e con le amministrazioni locali per fare tutti insieme proposte efficaci».
Stefania Tamburello


Economia