“Intervista” Billè: «Commercio, sciopero sbagliato e immotivato»

19/12/2003



        Venerdí 19 Dicembre 2003

        ITALIA-LAVORO


        «Commercio, sciopero sbagliato e immotivato»
        NICOLETTA PICCHIO


        ROMA – Uno sciopero sbagliato e soprattutto immotivato. Il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, a ridosso della protesta dei dipendenti del settore per il rinnovo del contratto, invita il sindacato a «cercare forme più costruttive di dialogo» per poter agganciare la ripresa. Quanto alla flessibilità del mercato del lavoro, secondo Billè occorre applicare la riforma Biagi, che rappresenta una chance per creare occupazione, soprattutto nel terziario.
        Lavoratori in sciopero, proprio sotto Natale: non si poteva evitare?
        Lo sciopero è legittimo perchè rientra nelle prerogative del sindacato, ma di fatto è immotivato. Interrompe una trattativa sul rinnovo del contratto che da parte datoriale era partita senza nessuna pregiudiziale nè normativa nè salariale. Inoltre se le organizzazioni sindacali pensassero di trasferire nel commercio le stesse rigide regole della grande industria, sono destinate ad imboccare una strada senza uscita. Ci auguriamo di no. È giusto che i sindacati vogliano mettere alcuni paletti per evitare che la flessibilità diventi anarchia, ma io faccio loro una domanda: cosa ne sarebbe stato del mondo del lavoro se l’area dei servizi non avesse introdotto quelle forme di flessibilità che ora la riforma Biagi cerca di ordinare e razionalizzare? Inoltre i nostri servizi non possono avere regole più rigide dei nostri concorrenti europei.
        Il sindacato sbaglia, con posizioni pregiudiziali? Trasferire su una grande area di mercato frustrazioni, malumori e nevrosi che hanno ben altra origine mi sembra politicamente assai sbagliato. Cerchiamo di superare questo che per noi è un immotivato e dannoso incidente di percorso. Confcommercio ha sempre riconosciuto ai diritti del sindacato un’ampia e sostanziale legittimazione, ma non bisogna tirare troppo la corda perchè se si spezza andiamo a casa tutti.
        Che vuol dire?
        Che rischiamo di non cogliere la ripresa che si sta avvicinando. Ci sono segnali di una inversione di rotta, la ripresa dovrebbe essere dietro l’angolo. Ma vedo un groviglio di problemi che, se non verranno affrontati subito e in modo efficace rischiano di frenare questa ripresa o per lo meno di farla avanzare con il passo della tartaruga.
        Quali sono i nodi da sciogliere?
        Innanzitutto bisogna rasserenare il clima sociale. L’inasprimanto delle relazioni sindacali, dall’Alitalia al mancato rinnovo del contratto dei trasporti, rischiano di produrre effetti negativi anche per il sindacato: questa conflittualità permanente sta esasperando milioni di cittadini. Da parte delle amministrazioni locali si sono troppo lasciati incancrenire i problemi e il vaso si è rotto. Inoltre serve una politica di incentivi per velocizzare la ripresa e, da parte del Governo, aver voglia di fare di nuovo squadra con tutte le parti sociali. Solo unendo le forze potremo uscire da questa crisi.
        La Faid, la grande distribuzione, ha deciso di garantire l’apertura: come giudica questa posizione?
        È una reazione giustificata da parte di chi non solo comprende i motivi di questo sciopero proprio alla vigilia di Natale ma è esasperato da condizioni di mercati che continuano ad essere difficili per tutti e non solo per i lavoratori.
        La Faid-Federdistribuzione, infatti, ha assicurato che domani resteranno regolarmente aperti supermercati, grandi magazzini e discount. Lo sciopero, quindi, non inciderà sugli acquisti in oltre 7mila punti vendita.