“Intervista” Billé: Cofferati sbaglia la corda è fin troppo tirata

08/02/2002
La Stampa web






intervista
Paolo Baroni


(Del 8/2/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
IL PRESIDENTE DELLA CONFCOMMERCIO CRITICA IL LEADER CGIL
Bill�: Cofferati sbaglia la corda � fin troppo tirata

UN altol� ed un appello. A Cofferati il presidente della Confcommercio manda a dire senza tanti mezzi termini di �non tirare troppo la corda�. A governo, Confindustria e agli altri sindacati Sergio Bill� propone invece di tornare a trattare subito su tutto il pacchetto delle riforme (lavoro, welfare e fisco) e non solo sull�articolo 18. Punto di partenza il recente accordo sul pubblico impiego. �Per soddisfare quasi per intero le richieste dei sindacati – attacca Bill� – il governo � stato costretto a rompere il salvadanaio. Ma non c�era stato detto che era vuoto, che non c�erano soldi? Eppure, in aggiunta a quelli gi� messi in bilancio con la Finanziaria, sono stati spesi altri 1300 miliardi di lire dei nostri risparmi. Non solo: il ministro Frattini ora ci assicura che, grazie a questi aumenti, il pubblico impiego ripartir� col vento in poppa migliorando il livello di produttivit�. Io me lo auguro, ma non basta rendere pi� pesante una busta paga per risolvere tutti i problemi�.

A chi giova questa intesa, allora?

�A trarne vantaggio pi� di tutti � stato senz�altro Cofferati, di fatto il protagonista unico di questa fase�.

Indirettamente, per�, anche voi commercianti…

�Io ovviamente mi auguro che 100 euro in pi� in busta paga per 3 milioni e mezzo di persone possano contribuire a quello che per noi � da tempo assolutamente urgente, ovvero il rilancio dei consumi. Per� serve anche altro…�.

Cosa chiedete?

�Di non tenere congelata la riforma del Fisco sino al 2003: bisogna ridurre subito l�Irpef di un punto, un punto e mezzo e tagliare del 20% l�Irap. Un aiuto alle famiglie e anche alle imprese, benzina nel motore della ripresa�.

Torniamo a Cofferati e al contratto del pubblico impiego. Senza accordo…

�Senza questo accordo il segretario della Cgil sarebbe andato al suo congresso con le pive nel sacco e con uno sciopero generale di categoria di non facile gestione. Per� adesso Cofferati deve fare attenzione e non tirare troppo la corda…�.

Perch�?

�Perch� non pu� chiedere agli altri sindacati di andare avanti a colpi di mazza: finirebbe col dare ragione a quanti ritengono che oggi il leader della Cgil miri pi� alla politica che agli interessi del sindacato. Non � certo saltando da una trincea all�altra che si possono risolvere i problemi di questo paese�.

Cisl e Uil ieri l�hanno ribadito: niente sciopero generale…

�E hanno fatto bene. Cos� hanno ristabilito in qualche maniera le distanze con la Cgil ed hanno messo in chiaro che non intendono seguire Cofferati su questa strada�.

Cosa rimprovera al segretario della Cgil?

�Che non ha alcun senso mettersi in tasca un accordo che � costato assai caro allo stato e subito dopo sventolare la bandiera dello sciopero generale. Cos� Cofferati fa danno a stesso e, al tempo stesso, toglie molti argomenti a chi fino ad oggi ha cercato di capire i suoi problemi. Non si pu� tenere il dito sul grilletto e poi chiedere agli altri di abbassare le armi. Cos� non funziona: non si riavvia alcuna forma di dialogo e si finisce per dare ragione a chi continua a sostenere che il governo, sulle riforme, debba andare avanti per la sua strada senza guardare in faccia nessuno�.

Strada pericolosa questa.

�Se diventa una questione politica il confronto va a Ramengo. E questo che vogliono i sindacati? Non credo che oggi Cisl e Uil siano sulla stessa lunghezza d�onda della Cgil�.

Come uscirne?

�Bisogna fare qualcosa per fare ripartire il confronto che adesso mi sembra si sia infilato in una specie di labirinto senza uscita. E mi sembra che la discussione in corso al Senato sulla delega per il lavoro, sulla quale sono stati presentati una serie interessante di correttivi al testo di modifica dell�articolo 18, come anche la dichiarazione del governo, pronto ad accantonare il testo della delega a fronte di un�intesa tra imprese e sindacati, potrebbero smuovere qualcosa. Per� bisogna aver davvero voglia di riaprire il confronto�.

In concreto?

�La mia proposta � chiara: mettiamo sul tavolo tutti i problemi, parliamo se proprio occorre di articolo 18 ma anche e soprattutto di ammortizzatori sociali, di fisco, di occupazione, di mezzogiorno e vediamo se su questi temi si riesce a trovare un�intesa. Anche il governo, ovviamente deve fare la sua parte�.

Per Maroni restano solo dieci giorni di tempo per trattare.

�Mi sembra un paletto inutile, legato solo alla questione dell�art. 18. Meglio ampliare il mazzo delle carte a disposizione e giocare una partita pi� grande�.




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