“Intervista” Billè: Berlusconi si dia da fare

17/07/2003

 
giovedì 17 luglio 2003 
Pagina 2 – Economia
 
 
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Il presidente di Confcommercio, Billè: solo promesse nel Dpef

"Berlusconi si dia da fare o finirà per impantanarsi"
          "Non rinviare ancora le decisioni annunciate"
          FABIO MASSIMO SIGNORETTI


          ROMA – «Berlusconi schiacci l´acceleratore perché continuando così rischia di impantanarsi nei giochi che hanno segnato il destino della Prima Repubblica. Il governo continua a presentare belle cornici senza niente dentro, mentre l´economia italiana è in secca come il Po. Il premier si prenda le sue responsabilità, usi la scure per tagliare la spesa pubblica, attui la riforma fiscale e smuova la domanda di consumi con provvedimenti seri e non con barzellette come le ipoteche sulla propria casa: solo così imprese e famiglie potranno evitare di rimanere senza niente, come Don Falcuccio e la maggioranza potrà scongiurare infausti risultati elettorali». Il presidente della Confcommercio, Sergio Billè, è critico nei confronti del Dpef e avverte: «Siamo stanchi di attendere un treno mille volte annunciato e che poi non passa mai».
          Presidente, il Dpef non la convince proprio?
          «Mi lascia perplesso perché ci sono grandi discorsi, nuove promesse, ma poche cose davvero commestibili da mettere sul piatto della nostra economia. E senza queste il nostro giudizio è assai prudente. Finora, peraltro, i segnali non sono incoraggianti: il Patto per l´Italia è rimasto una scatola vuota perché non si sono trovate le risorse per la nuova politica degli ammortizzatori sociali e veri incentivi per il rilancio di investimenti e consumi; e adesso si dice che è assai improbabile l´attuazione entro questa legislatura della riforma fiscale, un impegno assolutamente prioritario di questo governo».
          Per il futuro quindi vede nero?
          «Faccio ogni sforzo per essere ottimista ma mi sembra che finora si stia facendo il gioco delle tre carte. Ora il governo tende le mani alle parti sociali. Benissimo, si riscopra la concertazione, ma a patto che essa non serva come alibi per rinviare ancora decisioni attese».
          Che deve fare il governo?
          «Berlusconi si rimbocchi le mani, metta in piazza le difficoltà e indichi la strada per superarle anche a costo di duri scontri all´interno della maggioranza. Chi l´ha votato, e fra essi ci sono tanti operatori delle nostre imprese, attende che finalmente si realizzi il sogno di un Berlusconi decisionista».