“Intervista” Billè: «Basta conflitti sociali servono meno tasse»

15/04/2002


 
Pagina 12 – Economia
 
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Parla il presidente di Confcommercio, Billè
 
"Basta conflitti sociali servono meno tasse"
 
 
 
 

ROMA – Un colpo al cerchio «non possiamo permetterci un governo diverso da questo», uno alla botte «prima di pensare a come licenziare, bisogna pensare a come assumere». Sergio Billè, leader della Confcommercio, riconferma l´atto di fede dato dalla sua associazione a Berlusconi un anno fa, ma chiarisce ancora una volta la sua contrarietà a fare dell´articolo 18 una questione di vita o di morte: «Puntare tutto sullo Statuto dei Lavoratori è sbagliato. Va riformato, ma il governo deve capire che le piante non innaffiate non crescono»
Cosa vuole dire?
«Che prima di pensare alle grandi riforme Berlusconi doveva mantenere quanto promesso, ovvero tagliare le tasse. Non lo ha fatto, anzi ci risulta che grazie ai nuovi prelievi imposti dalle amministrazioni locali la pressione fiscale, quest´anno, aumenterà di 2-3 decimi di punto. I consumi, dunque, sbarellano: assieme alle piazze piene, abbiamo i carrelli vuoti. Un quadro pessimo»
Cosa c´entrano i carrelli con l´articolo 18?
«C´entrano eccome. Quando in un paese la tensione sociale e l´ansia sono forti non si può pensare che le famiglie siano disposte a fare quei sacrifici necessari per fare riforme altrettanto necessarie»
Ora, dopo lo sciopero cosa deve fare secondo lei il governo?
«Volare basso, lasciare stare per il momento l´articolo 18 – si è visto che l´occupazione può crescere lo stesso – e il puntare invece sullo sviluppo, sul rilancio. La legge sulle rogatorie, la Tremonti-bis, il rientro dei capitali sono stati provvedimenti che hanno volato alto. Sbagliato: voliamo basso, ma tocchiamo le tasche degli italiani. Poi ricreato un clima di ottimismo e fiducia pensiamo al resto, anche alla riforma dello Statuto certo, che deve andare di pari passo con quella degli ammortizzatori sociali e della formazione».
(l.gr.)