“Intervista” Bersani: Finanziaria schizofrenica, non sta in piedi

30/09/2002




          (Del 30/9/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
          intervista
          Maria Teresa Meli
          L´EX MINISTRO DELL´ULIVO POLEMICO CON IL GOVERNO: «POSSIAMO SOLO SPERARE CHE LA NOTTE PORTI CONSIGLIO»
          Bersani: Finanziaria schizofrenica, non sta in piedi
          «Per mantenere gli impegni del Patto per l´Italia, ci si impicca su tutto il resto»

          ROMA
          PIERLUIGI Bersani, ex ministro dell´Ulivo, non fa nessuno sconto al governo: «Il mio giudizio spassionato – dice il numero due della Quercia – è che questa Finanziaria non sta in piedi, né dal punto di vista pratico né da quello logico».

          Dal punto di vista logico? Che significa, onorevole Bersani?

          «Che è una Finanziaria schizofrenica, possiamo solo sperare che la notte porti consiglio».

          Schizofrenica, lei dice. Può fare degli esempi concreti?

          «Subito. Primo, un cittadino che è sotto i 50 milioni di vecchie lire di reddito si vede decurtare l´Irpef, ma contemporaneamente si vede alzare i costi dei servizi: sanità, trasporti, e via dicendo. Secondo, un piccolo imprenditore ha una riduzione dell´Irap di due lire, ma si trova una pistola puntata alla tempia con la mega-estorsione del concordato di massa. Terzo, un imprenditore si vede ridurre l´Irpeg, ma riceve una botta micidiale dall´ultimo decreto fiscale. Se questa non è schizofrenia…».

          In parole povere lei accusa il governo di non avere una linea in materia di politica economica?

          «Già, questo governo non riesce ad avere una linea coerente e comprensibile. E adesso vedrà quello che succederà con il Patto per l´Italia».

          L´esecutivo ha ribadito che lo rispetterà.

          «Sì, formalmente ha ribadito il rispetto al Patto, e così facendo ci si impicca su tutto il resto, perchè per finanziare quell´intesa si devono dare colpi pesanti a destra e a manca. E credo che questo non sia sostenibile per i firmatari del Patto. La verità vera è che il governo non ha soldi, li ha buttati via, e adesso deve raschiare il fondo del barile».

          Insomma, stando alle sue parole l´opposizione ha deciso di adottare la linea dura contro il governo su questa Finanziaria.

          «Non si tratta di propaganda politica. Questa Finanziaria non funziona sotto nessun punto di vista. Non ha misure strutturali e quindi non stabilizza la finanza pubblica. Ci sono troppe una tantum, troppi condoni, tutti meccanismi di ingegneria finanziaria per promettere cose che non si è in grado di mantenere».

          Onorevole Bersani, che cosa ne pensa della polemica che si è aperta in seno alla maggioranza sul fondo per il Sud?

          «Si è aperta una diatriba come se con quel fondo si stampasse moneta, mentre è solo una lotta per il potere».

          Lei sostiene che non ci sono soldi. Ma dal condono ne arriveranno.

          «Non arriverà mai la cifra che loro hanno preventivato. Anzi, il condono avrà come primo effetto di dare un colpo anche alle entrate di novembre. Certo, qualcosa tireranno su, ma poi finisce tutto lì. Il governo ha compiuto un grosso errore: avrebbe dovuto ammettere che i soldi non c´erano, togliere alcune misure previste per i primi cento giorni, come la legge Tremonti e quella sulle tasse di successione, poi sedersi attorno a un tavolo con le regioni e le autonomie, e mettere le basi per una politica economica rigorosa».

          A proposito di regioni e autonomie, che cosa pensa del federalismo fiscale sollecitato dalla Lega?

          «Su questo tema c´è, nella maggioranza, una confusione di linguaggi veramente preoccupante. Tentano di risolvere i problemi con delle fughe in avanti per nascondere il fatto che stanno praticando misure centralistiche. Puntano, nel 2004, ad abolire i trasferimenti e ad arrivare alla piena autonomia fiscale. Ma come si fa per quella data a risolvere il problema non da poco dei fondi perequativi? Insomma, così si rischia la rottura del patto fiscale. La logica è quella secondo cui chi è forte fa da sè, e in questo modo si lacera il Paese».

          Dunque, la sua è una condanna senza appello.

          «Quando in estate si è capito qual era lo stato della finanza pubblica, il governo ha tentato di fare fronte a questa situazione in modo scomposto. Con la Finanziaria avrebbero potuto risistemare le cose, elaborare un quadro organico coerente, ma non hanno fatto niente di tutto ciò. E´ stata un´occasione perduta, e ora si apprestano a dare nuove mazzate anche su altri terreni».

          Quali?

          «Sento alcune voci che, se venissero confermate, sarebbero preoccupanti. Lo sapremo tra breve. Riguardano lo spoil-system. Questa è gente che ha perso il lume della ragione: per avere dei fedelissimi a disposizione smantelleranno presidi amministrativi di assoluto rilievo. Così, proprio mentre manderanno avanti una Finanziaria di questo tipo, lo Stato si indebolirà in alcuni punti chiave».