“Intervista” Bernabò Bocca: «Troppi i fondi sprecati senza coordinamento»

24/05/2004

      sezione: TURISMO
      data: 2004-05-23 – pag: 11
      autore: V.CH.
      Intervista / Parla Bocca (Confturismo)
      «Troppi i fondi sprecati senza coordinamento»
      MILANO • «Gli investimenti delle Regioni in promozione? Si tratta di sforzi apprezzabili ma scoordinati, una agenzia nazionale funzionerebbe molto meglio. Il problema è che oggi dobbiamo rilanciare massicciamente l’immagine del nostro Paese sui mercati turistici, senza perderci dietro a mille iniziative frammentarie e poco riconoscibili». Bernabò Bocca, presidente di Confturismo, reclama a chiare lettere una svolta in un momento peraltro difficile per l’industria turistica.
      Qual è allora il bilancio della promozione delle Regioni? Intanto spendono tanto. Ma solo poche amministrazioni fanno un vero bilancio di tutte le iniziative, ossia misurano i risultati. Il nodo da sciogliere è che ci troviamo di fronte a investimenti di 21 entità diverse che vanno in altrettante direzioni. Insomma uno scenario caotico. Il problema è che l’Italia è conosciuta in tutto il mondo, il Lazio no, così come l’Umbria, le Marche o la Campania. La Toscana invece parte da una situazione migliore. Insomma, massicci investimenti promozionali sulle regioni vedono alcune aree avvantaggiate e altre in netta difficoltà.
      Cosa provoca questa situazione?
      Molto spesso disorientamento e inefficacia degli investimenti. A una recente fiera a Dubai, gli operatori cercavano la bandiera italiana, perchè cercavano l’Italia. Quando ti affacci sui mercati nuovi devi andare sotto l’ombrello italiano.
      È un problema di metodo o di risorse?
      La realtà di oggi è che l’Enit ha pochi soldi, le Regioni tanti. Bisognerebbe poter sommare queste risorse. Credo che non valga più la pena di fare le megaisole alle fiere del turismo, sono soldi buttati al vento che si potrebbero risparmiare e utilizzare diversamente. Meglio fare più fiere ma con stand più piccoli. E poi ognuno va su mercati diversi. Un banco di prova importante sarà il workshop italiano in Cina a novembre ma anche in questo caso non mancano situazioni paradossali.
      Perchè?
      È presto detto. L’Enit non sa ancora se ha i 140mila euro per organizzare la manifestazione in Cina, il vero mercato del futuro, anche se i problemi oggi sono tanti. Il settore turistico è importantissimo per l’Italia e così abbiamo deciso che se l’Enit non avrà le risorse necessarie saranno gli albergatori a tassarsi.
      Quali sono le aspettative per l’estate?
      Il quadro è negativo. Questo week end è quello della Pentecoste, ossia il primo grande appuntamento di vacanza per l’area tedesca che vale moltissimo per l’Italia. Ebbene aree interessate storicamente dal turismo tedesco come il lago di Garda sono al 60-65% di occupazione delle camere in albergo mentre qualche anno fa erano al 100% in questo periodo. Va anche aggiunto che dilaga il last minute, la prenotazione all’ultimo minuto. Ma il 2004 sarà difficile. Come invertire la rotta?
      Gli investimenti servono proprio in questo momento, ma nel modo giusto. La Francia investe 110 milioni che vengono gestiti dalla Maison de la France, l’Enit italiano ha solo 25 milioni da spendere. Però se sommiamo anche le risorse regionali in totale investiamo forse anche 5 volte di più, ma, a causa della esagerata frammentazione, raccogliamo pochissimo. Perchè non scatta la promozione del Paese.
      Ci sono degli esempi positivi?
      La Sicilia sta investendo moltissimo, con forti azioni promozionali, i risultati si vedono ma è partita da poco. Anche il Veneto e la Toscana fanno sforzi importanti. Ma il punto è un altro. Oggi gli operatori sono disorientati e in difficoltà perchè ci sono praticamente 20 Italie del turismo. Ogni amministrazione ha la propria normativa, una diversa dall’altra; non ci sono standard di classificazione. E questo blocca anche lo sviluppo di grandi catene nazionali nel settore alberghiero. E poi bisognerebbe fare un vero sforzo di filiera. Le catene alberghiere fanno promozioni ma poi i turisti vanno in giro e si scontrano con prezzi poco competitivi nei pubblici esercizi o nei negozi.