“Intervista” Benoit Lheureux: «Consumi giù anche nel 2005»

04/03/2005

    venerdì 54 marzo 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 18

      Intervista / Benoit Lheureux, presidente e amministratore delegato di Auchan Italia
      «Consumi giù anche nel 2005 e sarà sfida sulle promozioni»

        VINCENZO CHIERCHIA

          MILANO • «I consumi delle famiglie non ripartiranno tanto presto, per il 2005 mi aspetto un andamento piatto, non vedo una ripresa all’orizzonte» . Va subito al punto Benoit Lheureux, presidente e amministratore delegato di Auchan Italia, gruppo francese tra i leader della grande distribuzione in Italia ( 5,5 miliardi di fatturato).

          Che cosa succede allora ai consumatori italiani?

          Hanno paura, poca fiducia nel presente e nel futuro. Sono spaventati per quello che accade nel mondo. Ma non è vero che le famiglie non spendono più. È cambiato il mix dei consumi.

          Che cosa privilegiano?

          Intanto, è penalizzato l’alimentare. Il food è il settore con le maggiori difficoltà in questo momento. Anche i saldi sono stati deludenti.
          Ma non credo che ci sia un problema di perdita del potere d’acquisto.
          Perché per i prodotti innovativi, telefonia e tv in particolare, si continua a spendere.

          Qual è il bilancio del 2004?

          Il giro d’affari della grande distribuzione è aumentato del 3,5% rispetto al 2003, però sono incluse le aperture di nuovi punti vendita. Il dato grezzo quindi è il più basso degli ultimi anni. A parità di punti vendita, il giro d’affari 2004 della Gdo cede l’ 1,9% e la flessione riguarda in particolare l’alimentare, mentre il non alimentare, negli iper, chiude l’anno con una parità, anche se l’autunno 2004 non è stato positivo.
          E sull’onda di questo scenario, le aspettative 2005 non sono favorevoli.
          Il momento è difficile e lo resterà per parecchio. Ma l’Italia non è sola, anche in Francia c’è uno scenario non molto dissimile. Fa eccezione invece la Spagna, che continua a marciare meglio, a vari livelli.

          L’esperienza del blocco dei prezzi in autunno è stata positiva?

          Non ha ridato slancio ai consumi, in effetti, ma ha dimostrato alle famiglie che le catene distributive sono impegnate a fare qualcosa di positivo. È stato un modo per difendere i livelli di fatturato.

          C’è una ricetta per il rilancio dei consumi?

          Credo che occorra favorire al massimo l’innovazione. Questo è l’elemento che suscita l’interesse dei consumatori. Bisogna poi rilanciare la modernizzazione del sistema distributivo; orari flessibili e aperture domenicali hanno dato ottimi risultati. Inoltre bisogna affrontare il nodo dei costi per le imprese.

          In che senso?

          In Italia si lavora con costi troppo alti, dall’energia al personale alla logistica. Tutto ciò crea pressioni sui margini e riduce la redditività, in un contesto altamente competitivo.

          Si attende un incremento degli investimenti in promozioni?

          Indubbiamente abbiamo raggiunto livelli alti. Auchan, ad esempio, ha sviluppato una politica prezzi molto aggressiva anche attraverso la leva promozionale: le vendite dei prodotti in promozione nel 2004 hanno rappresentato il 39,6% delle vendite e il giro d’affari in promozione è aumentato di oltre il 10% rispetto al 2003. La pressione crescerà ancora per stimolare i consumi ma siamo vicini al limite.