“Intervista” Baldassarri: ora la priorità è fare ripartire l´economia

08/02/2002


La Stampa web





intervista
Maurizio Molinari
(Del 8/2/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
IL VICEMINISTRO DELL�ECONOMIA: FONDAMENTALE LA RIPRESA DEL DIALOGO
Baldassarri: ora la priorit� � fare ripartire l�economia

corrispondente da NEW YORK
L�ITALIA ha l’occasione per far partire un nuovo ciclo produttivo positivo, capace di contribuire anche al rilancio dell’economica dell’Europa che gli Stati Uniti aspettano con interesse per sostenere la loro ripresa�. E’ questa l’importanza che il vice ministro per l’Economia, Mario Baldassarri, attribuisce al dialogo con le forze sociali invocato dal presidente Ciampi.

Come legge l’appello del Capo dello Stato alla Cgil?

�Una democrazia compiuta ha bisogno di tre condizioni: un governo con una maggioranza stabile in Parlamento con un’opposizione che controlla il governo; una rappresentanza delle forze sociali che dialoghi con il governo dando vita ad un confronto di opinioni; una rappresentanza sociale che non si trasformi in partito politico�.

E’ questo il pericolo?

�Ciampi parla di dialogo e non di concertazione perch� riconoscendo il ruolo storico e rappresentativo della Cgil gli chiede di non diventare opposizione politica. In democrazia il consenso sociale sostiene quello Parlamentare. Il governo deve ascoltare le parti sociali ma queste non devono poter porre veti all’azione dell’esecutivo�.

Che cosa si aspetta dal dialogo con le forze sociali?

�Dialogo significa entrare nel merito delle questioni specifiche che in questo momento sono fisco, mercato del lavoro e pensioni. Credo che da un punto di vista della rappresentanza sociale � difficile esprimere un giudizio di rottura, a cominciare dall’articolo 18, di cui il governo propone di estendere le tutele, non di ridurle�.

Se l’occasione del dialogo non dovesse essere colta che cosa rischierebbe l’Italia?

�Tra i grandi Paesi europei in ritardo nel cammino delle riforme l’Italia ha in questo momento l’opportunit� di intraprendere una nuova strada, di fare un salto in avanti. E’ un passaggio importante. La ripresa economica ci sar� a met� del 2002 o al pi� tardi nel 2003 ed adottare questi provvedimenti all’inizio del nuovo ciclo economico produttivo significa che potranno avere una grande forza di impatto. Alla luce di una probabile ripresa dell’economia la risposta del sistema produttivo pu� essere reale, garantendo maggiore crescita ed occupazione. Bisogna soprattutto far venir meno quelle strozzature presenti sul mercato del lavoro che rischiano di pregiudicare le possibilit� di crescita. Se l’automobile incomincia una discesa � giusto essere cauti ma � meglio togliere il freno a mano, non frenare�.

Lei � reduce dagli incontri a Washington con il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Lindsey, ed il sottosegretario al Tesoro, John Taylor, che giudizi ha raccolto sull’azione economica del governo italiano?

�C’� un forte apprezzamento a Washington per le scelte economiche del governo italiano. La loro speranza � che vengano tradotte rapidamente in leggi, per avere in tempi stretti effetti reali sull’economia. Washington guarda molto all’Europa, aspettano che si metta in moto il motore europeo per sostenere la ripresa americana. Da qui la necessit� di riforme strutturali in Francia, Germania ed Italia ed il giudizio di favore per le scelte compiute dal governo. L’Italia � in grado di correre di pi� degli altri grazie alla stabilit� politica di cui gode, Francia e Germania sono invece alla vigilia elezioni politiche dall’esito molto incerto�.

Ci sono davvero le premesse per garantire la ripresa della corsa dell’economia Usa?

�Da quanto emerso al World Economic Forum di New York e confermato poi dagli incontri avuti a Washington e Boston posso dire che il consenso generale � sul fatto che la ripresa americana � gi� in atto ma il punto � che i dati positivi sono finora legati all’accumulo delle scorte. Il dubbio dunque � se nella seconda fase dell’anno 2002 vi sar� un aumento dei consumi da parte dei consumatori e degli investimenti da parte delle imprese. La maggior parte degli analisti ritengono che se questo dovesse avvenire le previsioni di crescita annuale del pil sarebbero fra il tre ed il cinque per cento. C’� per� anche chi sottolinea il rischio che la ripresa delle scorte non sia seguita da quella dei consumi e degli investimenti. Credo che molto dipender� dai profitti delle aziende�.



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