“Intervista” B.Trentin: «Un bel messaggio per gli operai che hanno votato per il premier»

07/04/2006
    venerd� 7 aprile 2006

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      Intervista
      a Bruno Trentin

      Berlusconi � un imbonitore. Forse non sa che gli operai sono di meno, ma i lavoratori dipendenti sono aumentati in questi anni. Molti sono precari

        �Un bel messaggio per gli operai che hanno votato per il premier�

          di Bruno Ugolini / Roma

            L’accusa alla sinistra, formulata dal premier uscente, � quella di voler rendere eguali il figlio del professionista e il figlio dell’operaio. Qual � il giudizio di Bruno Trentin?

              � un bel messaggio per quegli operai che nel 2001 hanno votato per lui. Secondo i dati, all’epoca non confutati, il 39 per cento di operai aveva votato per Berlusconi. Siamo di fronte ad un imbonitore che non capisce nulla della letteratura sociologica pubblicata in tutti questi anni in Italia e nel mondo. Dovrebbe riflettere sul fatto che se certamente l’operaio tradizionale ha visto una riduzione della sua incidenza sulla popolazione attiva, � aumentato e non diminuito il numero dei lavoratori dipendenti e subordinati. Molti hanno un salario e condizioni di lavoro anche peggiori di un operaio d’industria. Sono quelli del lavoro nero, delle finte collaborazioni coordinate, dei contratti di progetto. Tutti gli atipici. Trattasi di lavoratori subordinati e rappresentano la grande maggioranza della popolazione italiana e l’80% della popolazione mondiale.

                Cos� il presidente del Consiglio si � data la zappa sui piedi?

                  Mi pare di s�. Ha ignorato, tra l’altro, il fatto che il problema centrale di questa nostra epoca � proprio quello di garantire non tanto l’eguaglianza dei trattamenti salariali, o di reddito ma l’eguaglianza dei diritti, delle opportunit�, da ricostruire ogni giorno. Mentre si accentua la disuguaglianza non solo in termini di reddito, ma soprattutto di diritti, abbiamo oggi la maggioranza dei lavoratori subordinati in Italia che � non tutelata su questioni fondamentali. Come il diritto alla formazione, il diritto al non licenziamento senza giusta causa che non pu� essere invocato per ora dai Co.Co.Co. o da altre figure sociali. Il diritto alla conoscenza sulle condizioni del proprio lavoro, prima ancora di poterle contestare quando sono effettivamente intollerabili. I casi di infortunio sul lavoro stanno l� a dimostrare che c’� una popolazione senza diritti e non � tutelata neanche nelle sue condizioni di esistenza.

                    Un altro motivo ricorrente del centrodestra riguarda il fatto che l’alternativa alla flessibilit� sarebbe per� la disoccupazione. � preferibile un lavoro anche precario, rispetto al non lavoro?

                      � un argomento diffuso che in un tempo speriamo lontano aveva messo piede anche a sinistra. In realt� � un ricatto. Non c’� alcun riflesso sull’occupazione. � la storia di tutti questi anni. Abbiamo visto moltiplicarsi forme di contratto d’ingresso come quello contro i quali protestano oggi gli studenti e i lavoratori francesi. Siamo andati dai contratti di formazione e lavoro, fino alle varie forme fasulle di apprendistato e a tutte quelle forme contrattuali regolate e imposte dalla legge Maroni. Non parlo di legge Biagi perch� almeno su un punto, sulla flessibilit� tutelata da una politica di formazione permanente, lui era d’accordo.

                        Quale � il bilancio di tale politica del lavoro?

                          Ripeto: tutte queste figure contrattuali non hanno determinato nessun aumento dell’occupazione. Hanno avuto l’unico risultato di cacciare i lavoratori meno giovani. L’operazione fatta negli ultimi dieci anni � consistita nell’assumere sottocosto i lavoratori giovani, imponendo magari per mesi o anni una discriminazione salariale contro la Costituzione. E mandando via i lavoratori che costano un po’ di pi�, perch� hanno pi� esperienza e qualifica. Il bilancio � questo. � la ragione per cui abbiamo il pi� basso tasso di attivit� dei lavoratori in Europa sopra i 50 anni.

                            C’� un’alternativa credibile nelle proposte del centrosinistra?

                              Penso che queste proposte valgono, magari anche realizzate con gradualit�, tenendo conto della situazione disastrosa della finanza pubblica. Soprattutto vale una proposta che � stata un po’ oscurata: la formazione durante tutto l’arco della vita. � questa la fonte principale di esclusione oggi: l’assenza di una politica formativa che crea una disuguaglianza di diritti che rischia di essere tragica nel prossimo futuro. � quel che c’insegnano le rivolte delle banlieu e quelle degli studenti e dei lavoratori francesi. C’� una pentola che bolle.

                                Potr� esserci un fenomeno di contaminazione, di diffusione in Europa di tali ribellioni?

                                  Non so, in questo momento non credo. Ma c’� un problema comune, � una pentola che bolle in tutta Europa. E che esprime non solo un bisogno di eguaglianza dei trattamenti salariali, ma una protesta contro l’assenza di diritti, contro un processo di esclusione in cui si sentono molti giovani destinati a rimanere precari magari per 20 anni. � il problema dei problemi che oggi esplode in Francia ma che se non � affrontato e risolto esploder� anche in Italia.