“Intervista” B.Trentin: Non si protesta contro i cittadini

03/12/2003


MERCOLEDÌ 3 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 8 – Cronaca
 
 
L´INTERVISTA
Bruno Trentin sullo sciopero "anticipato" dei tranvieri milanesi. "Condotta inammissibile"

"Quei lavoratori hanno sbagliato

non si protesta contro i cittadini"
          regole certe Evento molto grave, ora si pone il problema di ricondurre a regole certe il conflitto sociale
          il governo Da parte del governo il ritardo calcolato con cui è stata fatta marcire la vertenza

          GIOVANNA CASADIO


          ROMA – «È una linea di condotta inammissibile». Bruno Trentin, leader storico della Cgil, molte dure battaglie sindacali alle spalle, non ha remore a condannare lo sciopero selvaggio e il caos dei trasporti. È vero – dice – che c´è una responsabilità fortissima del governo che ha fatto marcire la vertenza, ma non si sciopera contro i cittadini.
          Trentin, era inevitabile che la vertenza dei tranvieri degenerasse nel caos?
          «È stato un evento molto grave, e si pone il problema di ricondurre a regole certe il conflitto sociale. Sono d´accordo con il sindacato confederale che condanna apertamente il modo con cui si è realizzato lo sciopero trasformando nell´assalto alla cittadinanza quella che avrebbe dovuto essere una pressione efficace nei confronti delle aziende e del governo. Il governo ha comunque una grossa responsabilità».
          Lei non condivide la linea seguita dai lavoratori?
          «Ripeto che ci sono responsabilità gravissime del governo; c´è il ritardo voluto e calcolato con cui si è fatta marcire questa vertenza. Tuttavia il movimento dei lavoratori deve riconoscere gli errori compiuti seguendo una linea di condotta inammissibile, che divide i lavoratori stessi e premia una logica corporativa la quale nulla ha a che fare con il sindacato generale costruito in Italia nel dopoguerra».
          Chi deve fare ammenda?
          «Anche le confederazioni che hanno perso il controllo delle decisioni di gruppi autonomi di lavoratori».
          Giusta la precettazione a Milano?
          «Non posso giudicare, però siamo vicini a casi in cui la precettazione è stata adottata , in altre circostanze».
          La prospettiva è di altri scioperi selvaggi, ancora di caos. Cosa fare?
          «Non c´è altra arma che parlare nelle assemblee, che convincere i gruppi dirigenti dei sindacati locali. Si tratta di una battaglia politica del sindacato in nome della solidarietà tra i lavoratori e della difesa di un interesse generale che costituisce la ragione stessa dell´esistenza del sindacalismo confederale».
          Rifondazione comunista e il suo leader, Fausto Bertinotti si sono invece dissociati dalla condanna dello sciopero, difendendo prima di tutto le ragioni dei tranvieri.
          «Non voglio entrare in polemiche che giudico, tra l´altro, inutili. Dico solo a proposito di Rifondazione che abbiamo evidentemente un´altra concezione del conflitto sociale e delle regole di solidarietà che devono valere sempre contro ogni interesse particolare».
          Ma l´arma dello sciopero è considerata spuntata dal fronte del sì allo sciopero selvaggio. Difficile per i tranvieri affermare le loro ragioni?
          «Le loro ragioni sono forti e il governo ha una grossa responsabilità, ma ciò non esenta il movimento dei lavoratori dagli errori compiuti».