“Intervista” B.Leone: «La riforma danneggia tutti»

08/10/2003




 
   
08 Ottobre 2003




 

INTERVISTA
«La riforma danneggia tutti, anziani e giovani»

Betty Leone, Spi Cgil: i pensionati saranno in piazza il 24 ottobre. Le tre priorità del sindacato


ANTONIO SCIOTTO
«Certo, il 24 ottobre saremo in piazza, per difendere le pensioni di oggi e quelle di domani: la finanziaria è iniqua, il governo vuole fare cassa rivalendosi pesantemente sugli anziani e le nuove generazioni di lavoratori». Dall’assemblea dei 650 delegati Spi Cgil, che si apre oggi a Bellaria (Rimini), il segretario generale Betty Leone spiega le priorità di una categoria, quella dei pensionati, molto combattiva e poco corporativa, sempre presente alle manifestazioni, anche quando si parla di articolo 18, di giovani e lavoro precario. «Gli anziani rappresentano ormai il 30% della popolazione, ma vanno sempre più impoverendosi, mentre si riducono gli spazi e le occasioni di socialità con i tagli agli enti locali. La Cgil si impegnerà su tre temi forti: la rivalutazione delle pensioni, la qualità dei servizi sociali e una legge per l’assistenza ai non autosufficienti».

Cosa proponete in concreto?

Riguardo alla rivalutazione delle pensioni, ormai non più indicizzate ai salari, non chiediamo che sia l’Inps a farsene carico, perché sarebbe troppo oneroso. Noi proponiamo l’annullamento della delega fiscale e un sistema di sgravi che allo stato costerebbe 2,2 miliardi di euro. Spesa che rappresenta anche un incentivo allo sviluppo, dato che si sono ridotte le capacità di acquisto dei pensionati e i consumi.

Le proposte per le politiche sociali?

La finanziaria è zeppa di piccoli segnali soltanto simbolici: lo sgravio per i ricercatori che rientrano, i 1000 euro per i secondogeniti, la detassazione per l’acquisto di computer non servono a niente se isolati. Tantopiù se, come temiamo, i tagli agli enti locali raggiungeranno il 40%, dopo il 25-30% dell’anno scorso. I pensionati giocano tutto il proprio potere di contrattazione con le amministrazioni locali sul contenimento delle tariffe, sulle iniziative culturali, sugli spettacoli. Se i fondi diminuiscono, mancheranno i servizi e le occasioni di socialità per gli anziani.

Centrale è anche il tema assistenza.

Già da un anno abbiamo elaborato una proposta di legge, che raccoglie il consenso di centrosinistra e centrodestra, ad eccezione del Prc che non è d’accordo sulla separazione dell’assistenza. Dovrebbe essere assicurato perlomeno il servizio domiciliare agli anziani non autosufficienti, ma la finanziaria non accenna al problema ed è stato soppresso il bonus per le famiglie con non autosufficienti a carico.

E della riforma pensioni cosa pensate?

Portare l’età del pensionamento a 40 anni è assurdo, tantopiù se il mercato del lavoro tende a escludere gli ultracinquantacinquenni. Non siamo contrari agli incentivi, ma come li prevede il governo non sono altro che risorse sottratte all’Inps, con un guadagno per il singolo lavoratore ma un danno per il resto dei pensionati. Sul Tfr è necessario conservare la volontarietà della scelta, mentre non siamo d’accordo sull’equiparazione tra i fondi aperti e quelli chiusi. La legge Dini ha tagliato l’incidenza della previdenza sul pil del 7%, la Francia si è tenuta sul 3,2%, la Germania sull’1%, in Spagna si è aumentata del 2%. Come si vede, siamo il paese più virtuoso, e oggi non è necessaria una riforma. Noi siamo disponibili a un confronto dopo il 2005, come già prevede la legge Dini.