“Intervista” Angeletti: tratteremo sugli ammortizzatori sociali, sui licenziamenti no

01/03/2002






L’INTERVISTA

Angeletti: tratteremo sugli ammortizzatori sociali, sui licenziamenti no


Il segretario Uil: «Vogliamo più soldi per l’indennità di disoccupazione e una legge sulla partecipazione»

      ROMA – La Uil, quando comincerà la trattativa sul mercato del lavoro (il 13 o 14 marzo), «ci sarà». Ma con una piattaforma di rivendicazioni dettagliata. Costosa per il governo, «perché la riforma degli ammortizzatori sociali e della formazione, ovviamente, non potrà avvenire a costo zero». E dura da digerire per le associazioni imprenditoriali. La Uil, anticipa infatti il segretario della Uil Luigi Angeletti, chiederà una legge sulla partecipazione dei lavoratori all’impresa: «Dico subito che non si tratta di portare i lavoratori nella gestione delle aziende. Ma di dare loro la possibilità di conoscere e anche di influire sulle decisioni strategiche. Le forme per realizzare questo disegno possono essere diverse, dalla partecipazione ai consigli di amministrazione nelle grandi imprese all’istituzione di comitati di sorveglianza nelle piccole e medie». Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, è chiuso nel suo studio a via Lucullo per scrivere la relazione con la quale, lunedì, a Torino, aprirà il tredicesimo congresso della Uil. Un congresso che piomba nel mezzo dello scontro sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e di una lacerante rottura tra i sindacati, con la Cisl e la Uil che parteciperanno alla trattativa con le associazioni imprenditoriali e la Cgil che invece scenderà in piazza contro il governo e la Confindustria.
      Il governo ha detto che nella trattativa si dovrà discutere anche delle proposte di modifica dell’articolo 18.

      «La Uil, su questo, non vuole trattare, perché considera impossibile una mediazione tra chi, come noi, non vuole toccare le tutele contro i licenziamenti senza giusta causa, e chi invece vuole farlo».

      Se verranno calendarizzati incontri sull’articolo 18, la Uil che cosa farà?

      «Non parteciperà a questi incontri. Siamo invece interessati ad affrontare i temi importanti: la riforma del collocamento, degli ammortizzatori sociali, della formazione e la partecipazione».

      Il governo ha previsto che la riforma degli ammortizzatori (cassa integrazione, indennità di disoccupazione) debba avvenire a costo zero.

      «Non riesco a immaginare questa riforma senza un aumento della spesa».

      Tra pochi giorni ogni sindacato svolgerà le sue manifestazioni separate. Tutte con lo stesso slogan: giù le mani dall’articolo 18. Perché siete divisi?

      «Capisco che fare tre manifestazioni per lo stesso obiettivo sia paradossale. Ma mentre la Cgil pensa che il governo abbia paura di uno sciopero generale e che quindi questo rappresenti l’arma risolutiva, noi no. Per il sindacato la questione fondamentale alla fine sarà non quali armi ha usato, ma se ha vinto, cioè se l’articolo 18 è stato toccato o no. La Uil non rinuncia all’uso dello sciopero generale, ma lo farà se il governo deciderà di andare avanti sulle modifiche. Per ora ha deciso di fermarsi per due mesi e noi ne prendiamo atto e trattiamo sul resto».

      Una parte della Uil pensa che questa posizione sia troppo accomodante. A Torino sono possibili sorprese?

      «Non spetta al congresso discutere dello sciopero generale o della trattativa, ma al comitato centrale che sarà eletto dallo stesso congresso. A Torino discuteremo della strategia per i prossimi anni».
Enrico Marro


Economia