“Intervista” Angeletti, rivedere calcolo inflazione

19/02/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
042, pag. 8 del 19/2/2003
di Alessandra Ricciardi

Angeletti, rivedere calcolo inflazione

Addio all’inflazione programmata. A partire dai rinnovi dei contratti targati 2004/2007. Ci sono oggi le condizioni infatti ´per fare previsioni che siano largamente affidabili e molto vicine, se non del tutto coincidenti, con la perdita di potere d’acquisto dei salari.

Il meccanismo di affidare l’adeguamento del tasso programmato a quello effettiva al recupero del differenziale alla fine di ogni biennio è ormai superato’.

È la proposta di Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, che, in un’intervista a ItaliaOggi, critica il meccanismo contrattuale utilizzato sia nel pubblico impiego che nel mondo privato. ´La nostra priorità è chiudere i contratti, a partire da quelli della p.a. scaduti da oltre un anno’, precisa Angeletti, ma, a partire dal prossimo quadriennio contrattuale, il problema dovrà essere affrontato.

Domanda. Alla richiesta dei sindacati di tutelare in tempi più rapidi i salari rispetto all’inflazione, il governo risponde che si applica il meccanismo del recupero del differenziale alla fine di ogni biennio contrattuale.

Risposta. È un sistema non più accettabile. Con un’inflazione sotto controllo, si può procedere all’abolizione del tasso programmato, storicamente al di sotto di quello effettivo, e procedere direttamente con tassi più reali.

D. Il governo perderebbe così uno degli strumenti della politica dei redditi.

R. È un’idea sbagliata, condivisa da Confindustria, che fare politica dei redditi significa tenere i salari più bassi rispetto all’inflazione. Il vero problema invece è dare garanzia ai salari contro la perdita di potere d’acquisto. Solo in questo modo non si deprime l’economia. Qualcuno dimentica che i consumi salgono, e dunque anche la produzione, se ci sono soldi da spendere.

D. Resterebbe il problema di individuare il soggetto che deve fissare questa sorta di inflazione contrattuale.

R. Deve essere un soggetto terzo ed affidabile dal punto di vista scientifico.

D. L’Istat?

R. Visto che la politica antinflazionistica è decisa in sede europea, sarebbe preferibile che fosse la Banca centrale europea, in base a dati forniti da istituti di rilevazione.