“Intervista” Angeletti: «Risorse al Sud o è mobilitazione»

09/10/2002

          9 ottobre 2002

          Ultimatum di Angeletti: il Patto va rispettato – Niente discrezionalità sui fondi
          «Risorse al Sud o è mobilitazione»

          ROMA. Mezzogiorno e fisco. Sono
          i capitoli caldi della Finanziaria
          che Luigi Angeletti, segretario generale
          della Uil, vuole ridiscutere
          con il Governo. Abbiamo firmato
          il Patto per l’Italia, dice, chiediamo
          che sia rispettato fino in fondo.
          E se il Governo non rispondesse la
          Uil è pronta a una protesta dura,
          fino allo sciopero generale.
          Angeletti, una finanziaria poco
          appetibile.
          Sì, ma deve cambiare. Deve rispecchiare
          il patto per l’Italia.
          C’è tanta differenza?
          Sì, soprattutto per il Mezzogiorno.
          Ed è un peccato, perché quel
          patto prevedeva degli interventi
          molto importanti per il Sud, in grado
          di consentire sviluppo vero.
          Sviluppo del Mezzogiorno o
          del Paese intero?
          È la stessa cosa, perché è vero
          che devono essere ridotti i divari
          che esistono tra le diverse parti del
          Paese. Ma è vero anche che non
          c’è vero sviluppo dell’Italia se il
          Sud non cresce di più.
          Il Mezzogiorno fa la differenza?
          Certo, anche perché al Nord
          non ci sono né manodopera disoccupata
          né spazi fisici dove produr-
          re. Quando l’Italia è cresciuta più
          del 2%, il Sud è sempre cresciuto
          di più.
          La finanziaria invece fa un
          passo indietro rispetto al Sud?
          Purtroppo sì. Il Governo ha cambiato
          i meccanismi di finanziamento
          passando da automatismi a decisioni
          discrezionali.
          E non è un bene?
          Assolutamente no, in passato abbiamo
          fatto lunghe esperienze di
          quel tipo di finanziamenti e sono
          state tutte molto negative. C’erano
          ragioni serie dietro la scelta a favore
          dei meccanismi automatici.
          Tutto va deciso dal mercato?
          Noi sosteniamo anche la programmazione
          contrattata, che indirizza
          dove necessario risorse importanti.
          Ma anche su patti e contratti
          è stato tirato un tratto di penna.
          Eppure anche a questo faceva
          riferimento il Patto per l’Italia.
          Perché tanta distanza tra quel
          Patto e la finanziaria?
          Per un motivo semplice, il Patto
          è stato negoziato con le parti sociali,
          la finanziaria no.
          È mancata la concertazione?
          Sì, anche questa esplicitamente
          ricordata dal Patto per l’Italia.
          Oltre a quelle relative al Mezzogiorno,
          quali altri richieste
          avanzate al Governo?
          C’è un problema fiscale importante.
          Sono stati previsti sgravi fiscali
          per 5,5 miliardi di euro e la
          finanziaria ne concede molti meno.
          Vogliamo concordare con il
          Governo quegli sgravi perché l’accordo
          sia rispettato. Integralmente.
          Il Governo ha detto che andrà
          incontro alle richieste avanzate.
          Le parole non ci bastano, vogliamo
          aprire un tavolo negoziale.
          Aspettiamo una convocazione.
          Avete qualche notizia?
          Per il momento nessuna. Ma
          questo è un passaggio decisivo,
          condizionerà il nostro giudizio sulla
          manovra.
          E se il Governo non vi darà
          tutto quello che chiedete?
          Cercheremo di fargli cambiare
          idea.
          Con tutti i mezzi?
          Tutti.
          Compreso lo sciopero generale?
          Con tutti i mezzi.
          La crisi Fiat aggrava il quadro
          generale?
          Sì, anche se è una crisi aziendale,
          non è certo la crisi dell’auto. È
          la crisi di un’azienda, anche se è la
          più grande.
          Peserà sulla manovra economica?
          Direi di no, non si può far nulla
          con questa manovra. Certo se la
          crisi divenisse irreversibile creerebbe
          dei problemi macroeconomici.
          Legge finanziaria, Fiat, una
          difficile stagione contrattuale alle
          porte. Per il sindacato è un
          momento di difficoltà?
          Non è un bel momento. Il rischio
          è che il sindacato perda la
          sua capacità di incidere sulle scelte
          economiche del Governo o veda
          ridursi la sua forza contrattuale nei
          confronti delle imprese. La stagione
          contrattuale che si prospetta
          non è delle migliori.
          Non sarebbe il caso di mettere
          a punto un nuovo sistema contrattuale?
          Sarebbe auspicabile, ma non è
          possibile prima del 2003, quando
          finiranno le trattative avviate o
          prossime. Del resto, noi abbiamo
          delle idee, non credo sia lo stesso
          per i nostri interlocutori.

          MASSIMO MASCINI