“Intervista” Angeletti: «Rinnovare i contratti rispettando le regole»

07/01/2003






Economia


(Del 6/1/2003 Sezione: Economia Pag. 17)
IL SEGRETARIO UIL INTERVIENE NELLA POLEMICA SU PREZZI E SALARI
«Rinnovare i contratti rispettando le regole»
«Per il pubblico impiego e i metalmeccanici deve valere ancora l´accordo
del `93 che prevede due distinti livelli di contrattazione
Poi come previsto dal patto del Natale `98 si dovrà fare una verifica»

ROMA
LA questione dei contratti di lavoro. «Bisogna chiudere i contratti del pubblico impiego,
scaduti da un anno, e affrontare il rinnovo di quello dei metalmeccanici, scaduto il 31 dicembre
scorso, rispettando le regole attuali» dice Luigi Angeletti, segretario della Uil.

Angeletti, perché sottolinea il rispetto delle regole?

«Per il pubblico impiego e i metalmeccanici vale il sistema definito con l´accordo del luglio
1993 per la politica dei redditi, basato sui due livelli di contrattazione (nazionale e integrativo).
Ma nel 2003, come stabilito dal Patto di Natale del 1998, deve scattare anche la verifica del
sistema contrattuale per concordare la conferma o il cambiamento dei due livelli».

Qual è la situazione per i contratti da rinnovare con le regole esistenti?

«Per il pubblico impiego i sindacati confederali sono stati costretti a effettuare il 16 dicembre
uno sciopero. Il governo Berlusconi deve decidere di firmare i contratti garantendo aumenti in
grado di tutelare il potere d´acquisto. Sotto il profilo quantitativo, le distanze non sono notevoli,
ma occorre un atto di volontà politica».

C´è il problema di recuperare l´inflazione accertata?

«Per il 2002 deve essere recuperata l´inflazione reale. E per il 2003 la differenza tra le richieste
dei sindacati confederali e la posizione del governo è pari allo 0,3%: pertanto pochi euro.
Ma il governo deve dare una risposta adeguata; deve decidere di rinnovare i contratti, non può
tergiversare».

E´ più delicata la situazione per i metalmeccanici?

«Sì. Oltre alla normale contrapposizione con i datori di lavoro, siamo in presenza di piattaforme
diverse dei sindacati metalmeccanici. Questa è oggettivamente una difficoltà in più».

Le tre piattaforme sono inconciliabili?

«Al momento le tre piattaforme non sono conciliabili».

Nessun punto di contatto?

«Spero solo ci sia la volontà di chiudere il contratto. La Fiom ha un´impostazione molto diversa.
Chiede la redistribuzione, con il contratto nazionale, di una fantomatica produttività media che
scardina il sistema delle regole: la produttività finora è stata considerata con gli integrativi aziendali.
E ovviamente la Uil teme che, di fronte a questa impostazione, la Federmeccanica tenti di imporre
un solo livello di contrattazione comprensivo sia del recupero dell´inflazione che della
redistribuzione della produttività».

Ma è pacifico il recupero dell´inflazione?

«Il recupero dell´inflazione ci deve essere. Per questo non è possibile convenire con il tasso
di inflazione programmata fissato a settembre dal governo Berlusconi: l´1,4% per il 2003 non
è realistico, visto che l´inflazione media viaggia a un tasso attualmente più elevato di almeno
un punto».

Qual è allora la richiesta?

«La Uilm, l´organizzazione dei metalmeccanici Uil, chiede che per il 2003 sia presa come
riferimento la previsione di inflazione degli istituti più accreditati in Europa le cui stime hanno
basi scientifiche e non politiche».

Questo non è contro le regole, considerato che l´accordo del 1993 affida al governo il
compito di fissare l´inflazione programmata?

«Non è così. E´ logico che l´inflazione programmata sia concordata fra le parti proprio
perché deve essere realistica. E invece per il 2003 il governo Berlusconi non ha concordato
il tasso, ma l´ha solo annunciato. Pertanto la Uil prende a riferimento l´inflazione realistica o
prevedibilmente realistica sulla scorta, per esempio, delle indicazioni della Banca centrale
europea».

Pari a…

«Pari al 2%».

Ma la Federmeccanica non farà obiezioni?

«La Federmeccanica dovrebbe ringraziarci, perché il tasso attuale di inflazione è più alto di

quello stimato dalla Bce e quindi da noi. Questo dovrebbe provare che la Uil si comporta in
modo responsabile. Il nostro obiettivo è salvaguardare il potere d´acquisto dei lavoratori e fare
politiche che stimolino l´economia e quindi l´occupazione. Ci auguriamo che anche la
Federmeccanica sia responsabile e non ci costringa a una lunga battaglia contrattuale».

C´è già qualche segnale?

«No, purtroppo. Credo che per la metà del mese la Federmeccanica sia in condizione di
rispondere all´arrivo delle piattaforme, convocando i sindacati per avviare la trattativa».

Più in generale come vede il clima sociale?

«Il clima sociale è condizionato dalla scarsa crescita economica e dalle situazioni di crisi
di aziende significative come la Fiat. C´è preoccupazione per la perdita di posti di lavoro».

E per l´inflazione?

«Non ci sono cause economiche che giustifichino gli aumenti dei prezzi.
Molte imprese del commercio e dei servizi hanno approfittato dell´introduzione dell´euro
per apportare rincari. Il governo ha dato l´impressione di non considerare questo un
problema fondamentale».

C´è il rischio della rincorsa prezzi-retribuzioni?

«Nessuna intenzione di provocare una spirale prezzi-retribuzioni.
Ma tutti devono rendersi conto che non è possibile accettare la riduzione del potere
d´acquisto delle retribuzioni che contribuirebbe a deprimere ulteriormente l´economia».