“Intervista” Angeletti: «Premiando gli evasori usciremo dalla Ue»

16/12/2002





            (Del 14/12/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
            IL SEGRETARIO DELLA UIL: E´ UN GRAN RITORNO AL PASSATO
            «Premiando gli evasori usciremo dalla Ue»
            Angeletti: ora non ci chiedano ancora tagli alla spesa pubblica

            UN ritorno al passato. «Alla grande». Al segretario generale della Uil Luigi

            Angeletti questa ondata di perdoni fiscali proprio non va giù. «Non mi ricordo
            nemmeno più quante volte ho sentito dire che sarà l´ultimo condono».

            E invece?

            «Non c´è nessun progetto legislativo, nessun impegno politico per rimediare all´unica
            causa di tutti i mali dei nostri conti pubblici che continuano ad essere in affanno: una
            evasione fiscale patologica. E invece di combatterla si continua a premiare chi dovrebbe
            essere punito e si punisce chi dovrebbe essere premiato».

            I conti si sistemano anche riducendo la spesa pubblica.

            «Non c´è più niente da tagliare. E´ improponibile. Basta fare un ragionamento molto
            semplice. La spesa pubblica italiana è inferiore di quattro punti alla media europea.
            Se ci aggiungiamo gli interessi per pagare il debito arriviamo al livello degli altri.
            Qualsiasi persona di buon senso, di destra e di sinistra, capirebbe che fino a quando
            non si deciderà per una vera e intensa lotta all´evasione e al lavoro nero non rimetteremo
            mai a posto i conti. Bisogna aumentare le entrate, combattendo senza indugi l´evasione».

            Il governo ha bisogno di fare cassa. A che cosa serviranno queste maggiori entrate?

            «Ci consentiranno di stare dentro i parametri del Patto di stabilità europeo per un
            altro anno. Volendo sintetizzare, ci mettiamo al riparo da richiami e sanzioni da parte
            della Commissione premiando gli impuniti. Ma si tratta solo dell´ennesimo rinvio.
            Mi chiedo cosa succederà nel 2004. Certo non ci vengano a chiedere di ridurre i fondi
            per la sanità o per la spesa sociale quando chi governa da´ un messaggio assolutamente
            diseducativo. Perché mai in futuro uno che ha sempre evaso dovrà pagare quando ha la
            certezza di essere perdonato?».

            Il governo sostiene che con una riforma fiscale in atto comunque non è poi così amorale
            fare un condono.

            «Peccato che la riforma fiscale non ci sia».

            Secondo la maggioranza è iniziata con il Patto per l´Italia che voi avete firmato.

            «Nel Patto per l´Italia non c´è nessuna riforma. Noi abbiamo solo sottoscritto un taglio
            delle tasse che ha un valore di giustizia sociale perché si riducono le imposte a chi ha
            redditi bassi. Che poi sono coloro che hanno sempre pagato tutto. Nel patto non c´è
            nessun accordo di riforma fiscale».

            Sono in arrivo anche un nuovo scudo fiscale e l´emersione dei pensionati che lavorano in nero.
            Quale sarà l´impatto?

            «Nel primo caso c´è una logica. Non ci sono strade alternative al rientro dei capitali.
            In questo modo tornano risorse e incassiamo qualcosa. Anche se forse si poteva fare pagare
            il 4% già la prima volta. Per quanto riguarda i pensionati dubito che alla fine l´effetto sarà positivo.
            Se non altro perché la lotta all´emersione già sperimentata da questo governo non ha dato risultati
            entusiasmanti. La lotta al lavoro nero poi è molto più complessa e non si combatte solo
            perdonando».