“Intervista” Angeletti: «Positivo il rispetto del Patto»

27/09/2002





intervista

(Del 27/9/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
Angeletti apre sulla manovra
«Positivo il rispetto del Patto»

        INNANZITUTTO un apprezzamento. «La sostanza della manovra economica per il 2003 presentata dal governo Berlusconi alle parti sociali è rappresentata dal rispetto del Patto per l´Italia sottoscritto a luglio e caratterizzato in particolare dalla riduzione delle tasse a favore dei redditi medio-bassi» afferma Luigi Angeletti, segretario della Uil.
        Angeletti, lei vede dunque concretizzarsi il Patto?
        «La riduzione delle tasse prevista dal Patto per l´Italia è importante sia per ragioni di giustizia fiscale sia per il contributo dato all´aumento dei consumi e quindi alla crescita economica. Per la Uil è fondamentale aver ascoltato, con la presentazione della linee della prossima legge finanziaria, l´impegno formalmente assunto dal governo di procedere nell´attuazione del Patto».

        Tutto bene pertanto?
        «No. Non ci è stata annunciata e quindi presumiamo manchi un´iniziativa seria ed efficace contro l´evasione fiscale e contributiva. E´ questo il vero problema del bilancio dello Stato al quale il governo fa fronte con il concordato».
        Le misure adottate contro il lavoro sommerso non sono sufficienti a suo giudizio?
        «Le misure contro il lavoro sommerso risultano scarsamente incisive per un motivo semplice: sono previsti soltanto sconti per i pagamenti da effettuare. Occorre invece un´azione di prevenzione e repressione del sommerso. Bisogna indagare sulle attività non legali e far rispettare le regole. Senza deterrenza non si ottengono risultati validi. Il concordato fiscale previsto è la conseguenza di questa carenza».
        Sta affermando che il concordato è inevitabile?
        «Il concordato non è un buon provvedimento: è sbagliato e iniquo. Si fa ricorso a una misura di questo tipo come ultima ratio. Ma non è certamente un provvedimento da applaudire».
        Ci sono altri punti della politica economica su cui avete delle osservazioni?
        «C´è il problema degli investimenti, altro terreno sul quale insistiamo. La legge finanziaria per il 2003 deve essere all´insegna del rigore ma deve anche puntare con decisione allo sviluppo».
        E´ necessario un chiarimento?
        «Non è tanto rilevante se verrà costituito un fondo unico nè tanto meno chi lo dovrà gestire. Siamo preoccupati per il rischio che non vengano spese le risorse, non vengano realizzati gli investimenti pubblici in particolare per le infrastrutture, non vengano finanziati gli investimenti produttivi privati».
        Tanti dubbi, perciò?
        «La Uil non vuole soltanto sapere quante risorse saranno stanziate. Abbiamo alle spalle una lunga e tragica storia di finanziamenti rimasti sulla carta e tramutati in residui passivi. A noi interessa che gli strumenti siano efficaci, cogenti, veloci e i finanziamenti vengano realizzati per produrre sviluppo e occupazione».
        Ci sono altri aspetti sui quali ponete la vostra attenzione?
        «Sì, ci sono altri aspetti da approfondire come gli impegni per la sanità e la scuola o gli stanziamenti per i contratti pubblici. Ma è impossibile esprimere un giudizio fino a quando non sarà disponibile il testo della legge finanziaria che sarà approvata lunedì prossimo dal consiglio dei ministri. Alcuni elementi per ora sono avvolti nella nebbia»
        In sintesi quale è la sua valutazione della legge finanziaria?
        «La finanziaria è stata illustrata per grandi linee alle parti sociali. E´ importante il rispetto del Patto per l´Italia e su questo punto il giudizio è positivo. Per altre questioni le informazioni sono generiche e il giudizio perciò è sospeso».

        r.ipp.