“Intervista” Angeletti: nessun colpo di mano, ogni modifica sarà negoziata

04/10/2002



4 ottobre 2002

L’INTERVISTA
Angeletti: nessun colpo di mano, ogni modifica sarà negoziata

      ROMA – Sulle pensioni è tranquillo. Secondo il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, il governo non farà alcun blitz. Solo l’introduzione degli incentivi a restare sul lavoro, sui quali è d’accordo. Sul Patto per il Lavoro, invece, nelle stanze di via Lucullo l’allerta è massima. «Perché se qualcosa non torna rispetto alle promesse, scateneremo la guerra».
      Berlusconi ha detto che una riforma delle pensioni è «ineludibile»…
      «Non c’è bisogno di nessun’altra riforma. Nel senso di tagli, ovviamente. E non sono nemmeno preoccupato che il governo discuta di questo in sede europea, perché il nostro sistema previdenziale è in equilibrio. Le spese sociali in Italia sono inferiori a tutto il resto d’Europa».

      Infatti, si dice: meno pensioni, più welfare…

      «Ogni Paese ha la sua miscela tra assistenza e previdenza. Dire dunque che tagliando le pensioni si risparmia sulla spesa pubblica è una sciocchezza. E’ l’insieme che conta, e la divisione tra le due voci è difficile».

      Il governo sta lavorando a introdurre incentivi, per restare al lavoro, pari al 20% dell’ultimo stipendio. Siete d’accordo?

      «Sulle cifre vedremo. Sul principio siamo d’accordo anche perché è previsto nella delega. E poi è l’uovo di colombo: tutti ci guadagnano. Dal lavoratore, all’azienda, all’Inps, che incassa meno contributi ma rinvia l’erogazione della pensione».

      Torniamo alla riforma. Se il governo decide di metterci mano, voi che farete? Le barricate?

      «L’unica strada è quella di convincere e motivare i lavoratori a rimandare la pensione. Tutto qui. Nessuna barricata perché ogni modifica sarà negoziata. Escludo un blitz del governo».

      Spesa sociale e Patto per l’Italia. Avete capito se i tagli ci saranno o no?

      «Non è ancora abbastanza chiaro come sarà effettuato il trasferimento delle risorse dallo Stato agli enti locali. E quindi il rischio di tagli alle prestazioni esiste. Siamo in allerta».

      Ancora sul Patto: sembra che gli sgravi Irpef valgano 3,4 miliardi di euro e non 5,5 come scritto. Che ne dice?

      «Il governo si è impegnato a ridurre le tasse per 5,5 miliardi di euro. Ciò che dobbiamo ancora negoziare è come tradurre in realtà gli sgravi per le singole tipologie di reddito. Solo quando vedremo queste tabelle sapremo di quanto e a chi saranno ridotte le tasse. Se è vero che lo sgravio vale 3,4 miliardi vuol dire che il Patto non è stato rispettato. E la guerra sarà inevitabile».

      Secondo lei ha ancora senso basare i contratti sul tasso di inflazione programmata?

      «No. E’ un meccanismo nato quando l’inflazione era a due cifre, metà dell’economia era ancora in mano allo Stato e la programmazione dunque aveva un senso. Oggi tutto è cambiato e i tassi di interesse li stabilisce Francoforte».

      Bisognerà avere un nuovo modello contrattuale come chiede la Confindustria?

      «E’ giusto e utile. Ovviamente dovrà essere fatto nel 2003 dopo la chiusura di questa stagione contrattuale».

      L’esordio di Guglielmo Epifani?

      «La mia sensazione è che sia molto più attento di Sergio Cofferati all’unità sindacale».
Roberto Bagnoli