“Intervista” Angeletti: «Maroni mente e il governo è diviso»

11/01/2002


La Stampa web






(Del 11/1/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
IL SEGRETARIO DELLA UIL: IL MINISTRO E´ IN DIFFICOLTA´ PERCHE´ PRENDE ORDINI SOLTANTO DALLA CONFINDUSTRIA
«Maroni mente e il governo è diviso»
Angeletti: sull´articolo 18 non c´è stato alcun confronto

ROMA E´ arrabbiatissimo col ministro Maroni, il numero uno della Uil Luigi Angeletti. «Racconta bugie – afferma – ma vuole solo nascondere la verità, perché si trova in difficoltà. Il governo sistematicamente dice sì a Confindustria e no alla nostre proposte».

Perché il ministro Maroni sarebbe in difficoltà?

«Perché non sa come motivare le decisioni che sono state prese sull´articolo 18 e sulla decontribuzione delle pensioni. È chiaro che anche all´interno della maggioranza sono in molti a chiedersi se questa fosse l´unica soluzione possibile, viste poi le conseguenze per i rapporti sociali. E non avendo valide motivazioni per spiegare questa sciocca fermezza, è molto comodo cercare di rappresentare il sindacato come un´organizzazione pregiudizialmente ostile al governo, e tentare di assimilarla all´opposizione».

Maroni afferma che avete discusso per tre mesi.

«Non è vero. È una solenne bugia. Sull´articolo 18 non c´è stato nessun dialogo, nessuna discussione, nessun confronto. Poche ore prima del Consiglio dei ministri ci ha spiegato che avrebbe modificato l´articolo 18 sui licenziamenti».

È vero che voi e la Cisl potreste dividervi dalla Cgil? Maroni e D´Amato ne sembrano convinti.

«Questa è una favoletta. Sono convinti che dalla Cgil arriveranno solo dei "niet"? Puntano a dividere il sindacato? Non serve un abile stratega politico per capire che la soluzione c´è. Cosa chiedono Cisl e Uil? La cancellazione degli interventi su articolo 18 e decontribuzione. Ci diano retta, almeno una volta, e vedranno che il sindacato è disposto a dialogare. È Maroni che deve rispondere a una domanda: sta con D´Amato o con la Uil e la Cisl? Io dico che tutto il sindacato ha posto al governo questioni chiare, precise, di merito. Il governo ci ha risposto no, rispondendo invece sempre sì alle richieste di Confindustria. E Cgil-Cisl-Uil hanno reagito unitariamente, il che è positivo. Non possiamo subire tutte le prepotenze della Confindustria».

Maroni lancia una sorta di ultimatum a Cisl e Uil: venite allo scoperto, o…

«È il governo che deve uscire allo scoperto. È il governo ad aver scelto di appoggiare le tesi della Confindustria, ed è il governo che deve cambiare rotta se vuole riaprire il dialogo. Guardiamo ai fatti. Dice che abbiamo discusso per tre mesi? Sull´articolo 18 non abbiamo discusso. Sulla decontribuzione, sapeva benissimo che eravamo contrari, pur proponendo una riduzione dei costi per le imprese per via fiscale».

Come se ne esce? Sommando pensioni, flessibilità, pubblico impiego, non si rischia un conflitto sociale generalizzato?

«Non lo so. Non abbiamo creato noi questo problema. L´unica cosa che non ci possono chiedere è di fare finta di niente, di non reagire di fronte a una sfilza di "no". Governo e opinione pubblica, al contrario, dovrebbero apprezzare che c´è un sindacato serio, che discute di merito, che non la butta in politica».

Avete chiesto un incontro al presidente Ciampi. Vi riceverà? Avete avuto una risposta?

«Ancora no, per il momento. Aspettiamo»

E cosa direte a Ciampi? Gli chiederete un intervento sul governo?

«Vogliamo soltanto illustrare al Capo dello Stato quali sono per noi le motivazioni di una situazione che oggettivamente appare di accentuato conflitto sociale. Non gli chiediamo certo di risolvere problemi o di intervenire sul governo. Noi siamo profondamente rispettosi della Costituzione, e pensiamo che i problemi tra noi e l´Esecutivo siano risolti nelle sedi giuste, E pensiamo anche che nei paesi democratici i governi si cambiano nelle urne elettorali e non nelle piazze. Se non avremo risposte positive, continueremo la nostra protesta. Non andremo in vacanza».

r. gi.




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