“Intervista” Angeletti: «Lo sciopero ora non serve»

10/02/2002


La Stampa web






intervista
Raffaello Masci


(Del 10/2/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
IL SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL ED IL SOTTOSEGRETARIO AL WELFARE COMMENTANO IL CONGRESSO CGIL
�Lo sciopero ora non serve�
Angeletti: � il pezzo forte dell�artiglieria

SCIOPERARE in questa fase non serve, non paga. Parola del segretario generale della Uil Luigi Angeletti.

Cgil da una parte, Cisl e Uil dall�altra: il sindacato � adesso pi� debole?

�Lo ammetto abbiamo preso una spallata come movimento sindacale, perch� questo dissidio con la Cgil ci fa apparire divisi nel momento in cui la trattativa sta diventando pi� dura�.

E invece divisi non siete?

�Nel metodo per ora s�, ma nel merito no: noi abbiamo chiesto al governo di stralciare l�articolo 18 dall�agenda e su questo siamo uniti e compatti. Vorrei che fosse chiaro a tutti: non � che la Cgil difende l�articolo 18 e noi invece no. L�articolo 18 � la linea del Piave, assoluta, invalicabile, e su questo non ci sono divisioni nel sindacato�.

E� dunque il metodo, mi pare di capire, che vi divide.

�Io sarei ancora pi� esplicito: � la questione dello sciopero generale ora. Anche qui non voglio che rimangano dubbi in chi legge: io sono un sindacalista, sto con i lavoratori e difender� i loro diritti a qualunque costo, utilizzando tutti gli strumenti che saranno necessari, sciopero generale compreso. Ma lo sciopero generale � il pezzo forte dell�artiglieria, se me lo sparo subito poi che cosa mi resta in serbo. Non solo: se lo faccio adesso, la gente lo legge come uno scontro frontale e preconcetto nei confronti del governo il quale, per tutta risposta, incassa un consenso politico ancora pi� radicato�.

Insomma, voi non siete contro il governo e la Cgil s�?

�Temo che l�errore sia proprio nella commistione tra battaglie sindacali e battaglie politiche. Se io voglio dare allo sciopero una colorazione politica – come secondo me rischia di fare la cgil – allora perdo, perch� il governo ha un forte sostegno parlamentare ed elettorale. Io devo fare uno sciopero, anche generale, ma quando � chiaro che serve per difendere assolutamente un diritto dei lavoratori. Guai a mescolare i due piani, quello sindacale e quello politico�.

Lei fa dei sottili distinguo, segretario, ma ha capito o no che il governo ha tutta l�intenzione di tirare dritto sulla politica del lavoro, articolo 18 compreso?

�Se lo facesse commetterebbe un errore politico tremendo, perch� � chiaro a chiunque che i cittadini, i lavoratori, sulla questione dei licenziamenti facili stanno con noi, e ci stanno sempre di pi�. Il governo si ricordi che ha un consenso politico, espresso dal voto, e che noi ovviamente non gli contestiamo, ci mancherebbe. Ma questo consenso non pu� essere speso per uno scopo di parte che andrebbe a indebolire la sfera dei diritti delle grandi masse dei lavoratori�.

Lei insomma � convinto che uno sciopero generale, e quindi una prova di forza, non serva in quanto il governo dovr� capire che sarebbe un errore far inghiottire controvoglia l�abolizione dell�articolo 18. E se invece il governo non dovesse recepire questo suo ragionamento?

�Se vuole, insomma, lo scontro muro contro muro? Vuole dire questo? Benissimo, allora ci vuole lo sciopero generale. Anzi, le dico di pi�: ci vuole lo sciopero generale e perfino un referendum per ribadire i diritti dei lavoratori che fossero stati calpestati o aboliti. Per�, capisce bene, una cosa � fare uno sciopero generale quando l�attrito su una questione precisa e circoscritta, � molto sentito dai cittadini, altro � sparare la carta pi� grossa quando la divergenza � solo politica. Se scioperassimo adesso al governo faremmo un baffo. Quando invece un suo provvedimento minaccer� i posti di lavoro degli italiani, voglio vedere chi non scende in piazza con noi�.

La Cgil non ha capito niente, insomma?

�Non lo so e non dico questo. Io dico che lotto per vincere e far vincere i lavoratori. Loro, i miei amici della Cgil, adesso, forse, hanno altri obiettivi�.




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