“Intervista” Angeletti: «Le priorità della manovra sono Sud e taglio delle tasse»

30/09/2002


 
DOMENICA, 29 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
L´INTERVISTA
 
Angeletti, leader della Uil: questo governo non parla mai di evasione fiscale
 
"Le priorità della manovra sono Sud e taglio delle tasse"
 
 
 
gli impegni
Il governo rispetti gli impegni del Patto per l´Italia o sarà conflitto sociale
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Tagli alle tasse delle fasce più deboli e investimenti al Sud. Sono questi i due punti sui quali la Uil verificherà il rispetto del «Patto per l´Italia» nella Finanziaria: «Se il governo non confermerà con la Finanziaria quello che abbiamo concordato su tasse e Mezzogiorno, per noi sarà una violazione del Patto, per cui non potremo che procedere con la mobilitazione e gli scioperi», dice il leader della Uil, Luigi Angeletti.
Angeletti, è possibile dire oggi, alla luce dei primi elementi emersi, se la Finanziaria è in linea con quanto avete sottoscritto nel «Patto per l´Italia»?
«Il punto più importante contenuto nel patto e attinente alla Finanziaria riguarda il Mezzogiorno. Se vogliamo evitare che gli impegni di rilancio del Sud restino soltanto indicazioni platoniche vogliamo vedere nella Finanziaria non solo le somme ma anche gli strumenti con i quali quelle somme saranno erogate. Vogliamo certezze. L´unica cosa che ha funzionato finora è stato il credito d´imposta, perché era automatico. Ora viene messo in discussione: si sa che ci sarà fino a gennaio, poi più nulla».
A favore del Sud, il governo varerà il Fondo multiplo. Che cosa ne pensa?
«Per ora, su questo fondo, abbiamo assistito soltanto a conflitti di potere nella maggioranza. Il vero problema è mettere a punto un meccanismo che consenta di spendere le risorse nel modo migliore. Al nuovo tavolo sul Sud, che il governo dovrebbe convocare nei prossimi giorni, noi staremo molto attenti: finora il governo ha fatto parecchia confusione, concentrato com´era su chi dovrà gestire quei soldi».
Forse il governo ha le idee più chiare sul condono…
«Non so. Qualcuno parla di concordato di massa, altri addirittura di condono tombale. Tutti però tacciono sul vero problema».
Sarebbe?
«La lotta all´evasione fiscale e contributiva. Ma di questo il governo non fa alcun cenno. L´Inps ha un credito di 80mila miliardi di vecchie lire per contributi non versati. Ora poi vediamo che c´è anche un crollo delle entrate…».
Visco era più bravo a riscuotere di Tremonti…
«Questo è sicuro».
Le imprese sono preoccupate per l´ipotesi di trasformare il 50 per cento degli incentivi a fondo perduto in prestiti a lungo termine. Come giudica questo provvedimento?
«Credo che non cambierà nulla, al di là di una modesta entità di interessi che le imprese dovranno pagare. Le imprese sono preoccupate perché non sanno quanto gli costerà».
Ma nella Finanziaria ci sono o non ci sono tagli alla spesa sociale, quelli, per intendersi, che sono «vietati» dal Patto? Berlusconi lo esclude…
«Bisogna vedere come scriveranno i punti relativi a pubblico impiego, sanità e scuola. Per ora sono sicuri soltanto i tagli che penalizzano le imprese – con il decreto fiscale – e quelli che hanno fatto insorgere le Regioni e gli enti locali, ai quali bloccano i trasferimenti e non permettono di aumentare l´addizionale Irpef. Per ora siamo tranquilli, noi non rappresentiamo né le imprese, né gli enti locali…».
Quando sapremo se la Uil farà sciopero?
«Una volta che avremo il testo della Finanziaria lo valuteremo e decideremo che cosa fare: se le cose stanno così come sono oggi faremo un mix di trattative e pressioni sul Parlamento affinchè corregga quello che non va bene. Se invece ci sarà una manomissione degli accordi sulle tasse e sul Sud allora la giudicheremo una violazione del Patto e non resterà che partire con la mobilitazione e gli scioperi».
E se il governo non adegua l´inflazione programmata del 2003 in vista del rinnovo dei contratti pubblici e privati?
«Quello che scrivono nella Finanziaria non c´importa nulla. Possono anche prevedere lo 0,4 per cento. Noi rinnoveremo i contratti in base al tasso più realistico d´inflazione attesa per il 2003, facendo riferimento non a quello che dice il governo, ma a quanto stabilirà a livello europeo l´Eurostat».