“Intervista” Angeletti: «il governo si è messo nei guai»

15/10/2007
    lunedì 15 ottobre 2007

    Pagina 12 – Economia

      L’Intervista

      Il leader Uil, Angeletti: vicenda gestita in modo sconcertante

        "Dilettantismo e furbizia
        il governo si è messo nei guai"

        Se il Parlamento cambierà e peggiorerà il protocollo l´esecutivo dovrà andarsene a casa

          ROBERTO MANIA

          ROMA – «Sono sconcertato per il modo con il quale il governo ha gestito questa vicenda. Si è messo da solo nei guai. Davvero sono senza parole». Ma Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, teme che possa andare ancora peggio: che in Parlamento, cioè, possano passare emendamenti trasversali non certo favorevoli al sindacato. «Ma allora – dice il leader sindacale – Prodi dovrà andarsene a casa, perché il protocollo sul welfare è finora la cosa migliore che è riuscito a fare».

          Perché ci sono tutte queste differenze tra il protocollo e il disegno di legge che lo recepisce?

            «Le ragioni sono tante. C´è una buona dose di dilettantismo ma pure un eccesso di furbizia. D´altra parte già il rinvio di una settimana per l´approvazione del disegno di legge è stata una scorrettezza del governo nei nostri confronti. Siamo stati costretti a consultare i lavoratori su un testo che il governo non aveva ancora approvato!»

            Sui contratti a termine ha ragione la Confindustria?

              «Francamente non ho compreso i rilievi della Confindustria. Se si tratta di una questione interpretativa, si risolverà facilmente. Gli industriali sostengono che nei settori dove ci sono i picchi stagionali (pensi alla produzione del panettone, per esempio) non si possono immaginare che i contratti a termine abbiano un limite. A me questo aspetto pare pacifico».

              Stesso discorso sulle pensioni?

                «No, qui la questione è più complicata. Nel Consiglio dei ministri, per pura tattica interna, si è scelto di mantenere una certa dose di ambiguità. Molti aspetti sono stati rinviati a una marea di deleghe. Non c´è alcuna certezza, mentre è certo che se le norme non cambieranno, dal primo gennaio scatterà lo scalone Maroni. Ma c´è molto ambiguità anche sulle risorse per gli sgravi fiscali sugli aumenti contrattuali. Ho sentito parlare di una "una tantum": sarebbe una porcata! Si è aperto un gioco per snaturare su più fronti il protocollo».

                Colpa della sinistra antagonista?

                  «La sinistra radicale cerca solo di salvare la faccia e se ne frega dei risultati. Tanto sa benissimo che non ha alcuna possibilità di far passare in Parlamento i suoi emendamenti. Resta il fatto che il governo non difendendo l´accordo firmato con noi, ha fatto sì che ora gli emendamenti arriveranno anche dall´altra parte della coalizione (Dini, per capirsi), dove con i voti del centrodestra si rischia di approvare il protocollo con maggioranze variabili e chissà con quali contenuti».