“Intervista” Angeletti: «Il governo non trucchi le carte; fronte comune sul Mezzogiorno»

28/10/2002

 
LUNEDÌ, 28 OTTOBRE 2002
 
Pagina 29 – Economia
 
L´INTERVISTA
 
Il segretario della Uil Luigi Angeletti: noi e Confindustria non accetteremo compromessi
 
"Il governo non trucchi le carte
fronte comune sul Mezzogiorno"
 
 
"Due anni di tempo per recuperare il Sud: poi la ripresa sarà impossibile"
 
LUISA GRION

    ROMA – Ammette che possa sembrare paradossale, ma in realtà il sindacato che rappresenta, la Uil, vuole che dal governo, le stesse, identiche cose chieste dalla Confindustria. Almeno per quanto riguarda il Sud. E vista la composizione del fronte – «la Cisl è con noi e la Cgil nei contenuti pure» – dice – pensa che Berlusconi e Tremonti non abbiano troppi spazi per tirarsi indietro. Luigi Angeletti chiede che – pur facendo i conti con i pochi soldi a disposizione – la Finanziaria 2003 limi di più le tasse a carico dei redditi bassi e faccia qualcosa per la ripresa dei consumi, ma soprattutto chiede che non vengano tagliati i fondi per chi investe nel Mezzogiorno. «Ormai per risollevare quell´area abbiano più o meno due anni di tempo – dice – dopo tutto diventerà più difficile».
    Perché questo ultimatum?
    «Perché con l´allargamento della Ue e l´ingresso dei nuovi paesi i fondi destinati allo sviluppo delle aree meridionali saranno inevitabilmente tagliati. Non possiamo permetterci di varare una Finanziaria che, proprio su questo punto fondamentale, non rispetta gli accordi presi nel Patto per l´Italia»
    Il Patto, appunto, c´è chi dice che questa manovra lo ha definitivamente seppellito
    «E sbaglia. Le cose non stanno così: per quanto riguarda il fisco e gli ammortizzatori sociali la manovra più o meno coincide con le promesse. Certo, il capitolo Sud va assolutamente cambiato»
    Come?
    «Facendo chiarezza sulla questione del Fondo Unico, così com´è non funziona. Non si capisce quanti siano i soldi a disposizione e come vengano distribuiti. E poi non ci piace per niente la questione attorno all´articolo 37, quello che trasforma in prestiti i contributi a fondo perduto. Non dico che la cosa in sé non si possa fare, ma non ora: bloccherebbe gli investimenti per i prossimi due anni. Esattamente quello di cui non abbiamo bisogno»
    Angeletti, lei è un sindacalista, ma sta parlando come un industriale….
    «Ammetto che questa convergenza sulle richieste riguardo al Sud fra noi e la Confindustria possa sembrare paradossale, ma lo sviluppo di quell´area in termini di occupazione per il sindacato come per le imprese è fondamentale. E crediamo anche che una crescita del Pil superiore al 2 per cento sia realizzabile solo coinvolgendo il Meridione»
    Intanto però pare che il governo stia trattando soprattutto con gli industriali.
    «Ma noi siamo molto, molto vigili su come le cose stanno procedendo e sulle partite di giro che potrebbero aprirsi – a nostro danno – fra Tremonti e le aziende. Per intendersi, il ministro non pensi di mollare il Meridione dopo aver accontentato le imprese con la reintroduzione della Dit e Superdit. E non pensi nemmeno che gli incentivi possano essere utilizzati a libero arbitrio dalle imprese. Noi chiediamo una programmazione negoziale»
    Se il governo sul Sud non cede, e la manovra passa con un voto di fiducia, cosa succede?
    «Non credo che l´esecutivo possa essere interessato ad un atteggiamento del genere. Sulle modifiche che riguardano il Meridione siamo d´accordo noi, la Cisl e la Confindustria. E in realtà concordano anche le posizioni della Cgil. Praticamente un fronte totale».