“Intervista” Angeletti: «Il governo mette a rischio i patti così lo sciopero è più vicino»

03/09/2002


 
MARTEDÌ, 03 SETTEMBRE 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
L´INTERVISTA
 
Parla il leader della Uil, Angeletti: pronti a manifestare insieme a Cofferati
 
"Il governo mette a rischio i patti così lo sciopero è più vicino"
 
 
Tariffe: è il momento di intervenire creando concorrenza
 
"Palazzo Chigi deve onorare gli accordi: non è il momento di toccare la spesa sociale o di intervenire sulle pensioni"
 
LUCIO CILLIS

ROMA – «Quando si toccano nodi fondamentali per la vita dei cittadini, dai salari alle pensioni, non si possono accettare tagli. Per questo abbiamo già messo nel conto l´arma dello sciopero. Magari insieme a Cofferati». Luigi Angeletti va all´attacco. E alza le difese su possibili blitz del governo nel sistema previdenziale. A sorpresa, il leader della Uil porta allo scoperto le armi più pesanti in una trattativa sindacale, tentando, nel contempo, di rimettere insieme i cocci di un sindacato unito, oggi orfano della Cgil.
Angeletti, ci sono segnali poco incoraggianti sul rinnovo dei contratti e il paletto dell´inflazione programmata rischia di far precipitare la situazione. Forse comincia a scricchiolare il rapporto col governo?
«Guardi che nel Patto c´è scritto chiaramente che i contratti devono prevedere aumenti a salvaguardia del salario reale. Partiamo allora dall´inflazione programmata: in passato è stata una scelta coraggiosa che ha prodotto effetti virtuosi. Ma erano altri tempi, era una strada obbligata e giustificata dalla necessità di tagliare l´inflazione. Oggi il discorso cambia, il governo deve abituarsi all´era della moneta unica uscendo dalla logica della tattica pura. Quell´1,4% non è coerente nemmeno con le posizioni del governo. Vista la situazione economica, credo che saranno lo a non rispettare i patti. Ho idea che questa testardaggine, che scatenerà la nostra reazione, abbia una sua logica».
Quale?
«L´esecutivo oggi è in una posizione scomoda: visto il quadro economico, non può permettersi il lusso di ridurre le tasse nella direzione caldeggiata da Confindustria. E allora cosa fa? Cerca un´altra strada: quella del favore alle imprese con un irrealistico tasso programmato all´1,4%. Insomma, non potendo tener fede all´impegno con gli industriali, l´esecutivo pensa di fargliene un altro. I lavoratori però non sono disposti a pagarne il conto…».
Ha tutta l´aria di essere una dichiarazione di guerra…
«Sarò ancora più chiaro allora: il governo deve onorare gli accordi, a partire dalla riduzione della pressione fiscale per i ceti medio-bassi. E non pensi nemmeno per un momento di toccare la spesa sociale o di intervenire sulle pensioni. Se l´esecutivo non rispetta il Patto, sarà sciopero. E magari insieme a Sergio Cofferati».
Ci dica, quanto è distante dalla realtà quell´1,4%?
«Lontanissimo. Per questo porteremo sul tavolo dati ufficiali per esempio il target previsto dalla Bce».
E cosa si aspetta da Confindustria?
«Di certo non mi aspetto comprensione. Ma tutte le armi, anche in questo caso sono pronte».
Un´ultima domanda. Come la mettiamo con i rincari delle tariffe?
«Bisogna rimettere in moto i consumi e creare vera concorrenza nei settori più delicati: questo è un governo che con le chiacchiere, loda il mercato ma poi non fa nulla per creare maggiore competizione. Il caso Rc auto è eclatante: i continui aumenti danneggiano l´economia e il mercato delle auto e delle moto».