“Intervista” Angeletti: «Dal presidente importante segno d´attenzione»

15/01/2002


La Stampa web








(Del 15/1/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
IL SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL SORPRESO PER L´AMPIO GIRO DI CONSULTAZIONI
«Dal presidente importante segno d´attenzione»
Angeletti: ridurre il livello dello scontro? Vedremo. Seguiremo tutti i suoi consigli

NON c´è dubbio: da parte del Capo dello Stato è un segno evidente di attenzione alle vicende sociali ed economiche. Credo che il Presidente Ciampi vorrà ascoltare un ventaglio di valutazioni tale da consentirgli non solo di capire le posizioni e i rapporti tra noi, Confindustria e il governo, ma anche di verificare gli spazi possibili per una riduzione del conflitto in atto. Può dare dei consigli. A meno che non abbia informazioni e notizie che lo preoccupano sul futuro della nostra economia». Il segretario generale della Uil Luigi Angeletti appare colpito, quasi sorpreso, alla notizia dell´ampio giro di incontri che il Quirinale ha programmato.

Voi avevate chiesto formalmente un incontro al Capo dello Stato. Con quale obiettivo?

«Vogliamo semplicemente illustrargli le nostre valutazioni su quanto sta accadendo. Non avevamo e non abbiamo nessuna intenzione di chiedere al Presidente di svolgere un ruolo anomalo – e non previsto dalla Costituzione – di intervento sulle vicende di politica economica e sociale, né di fare da mediatore tra noi e il governo».

E se Ciampi vi invitasse a moderare il livello dello scontro?

«Vedremo. Per quanto mi riguarda, le sue indicazioni verranno prese nella massima considerazione. Qualunque suggerimento, qualunque consiglio voglia darci sarà non solo gradito, ma anche seguito».

Ma lo scontro tra i sindacati e il governo sta andando fuori controllo? Ieri Berlusconi vi ha accusato di fare scioperi politici.

«Noi abbiamo la sgradevole sensazione di non essere capiti, oppure compresi ma trattati in modo strumentale. Il governo parla di dialogo sociale, e poi lo interpreta come una conversazione da cui non si sente affatto vincolato. Non è certo cosa di nostro gradimento. Noi abbiamo la netta impressione che all´interno del governo ci siano persone che svolgono un ruolo nefasto. Non tanto il ministro del Welfare, ma alcuni suoi sottosegretari che svolgono un ruolo molto dannoso».

Berlusconi sarebbe mal consigliato?

«Non so. Ma ci sembra che ci siano dei tratti pannelliani in alcuni uomini di governo, che teorizzano che l´obiettivo dev´essere la liquidazione del sindacato. Noi abbiamo cercato di impostare il rapporto col governo in maniera serena, tranquilla, concreta, disponibili a discutere di tutto con spirito costruttivo e riformista. Anche un bimbo capisce che l´articolo 18, i licenziamenti, è un argomento molto importante per i lavoratori, e dunque per i sindacati. Non si interviene su una materia simile comunicando a Cgil-Cisl-Uil che l´indomani mattina il Consiglio dei ministri ci metterà le mani. E se il clima sociale peggiorerà, a questo punto, sarà colpa solo del governo. Palazzo Chigi sa benissimo che il sindacato non ha motivazioni di carattere politico, o pregiudiziale nei confronti dell´Esecutivo. Sa benissimo che per frenare lo scontro che si sta preannunciando basterebbe che rivedesse decisioni che ha preso senza discutere. Siano coerenti con le loro promesse: avevano parlato di libertà di assunzione, non di libertà di licenziamento. Vogliono il dialogo sociale? Dialoghino».

L´Esecutivo gode di una maggioranza larghissima. Non temete di essere schiacciati?

«Il nostro obiettivo non è fare cadere il governo Berlusconi. Il governo eletto dai cittadini non può cadere in sede diversa da quelle elettorale. Ma io penso che sull´articolo 18 la maggioranza degli italiani, ivi compresi gli elettori dei partiti di maggioranza, non condividano le proposte di legge del governo. Presto o tardi qualcuno se ne renderà conto».

r. gi.