“Intervista” Angeletti: «Così abbiamo evitato danni ben più gravi»

24/06/2002


SABATO, 22 GIUGNO 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
IL SINDACATO
 
Luigi Angeletti, segretario della Uil: non temo fughe di iscritti
 
"Così abbiamo evitato danni ben più gravi"
 
 
 
Le conseguenze Nessun effetto sui posti ma nemmeno conseguenze negative su chi lavora
 

ROMA – È sereno, il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, e non teme una fuga degli iscritti dopo l´intesa con il governo sull´articolo 18.
Angeletti, che cosa manca alla firma dell´accordo separato con il governo e la Confindustria?
«In primo luogo, la cosa più importante per noi è spiegare i contenuti della proposta del governo alle nostre strutture e ai delegati, poiché abbiamo sempre detto, e lo confermiamo, che non avremmo mai accettato modifiche all´articolo 18».
Sarà difficile dire che non è così…
«Le aziende dove oggi non si applica continueranno a non applicarlo. Noi non abbiamo mai detto che il nostro obiettivo era di estendere l´articolo 18, ma che si dovevano difendere i diritti esistenti ed estendere le tutele nelle imprese sotto i 15 dipendenti».
Lei difende l´accordo, ma Cofferati l´ha definito «scellerato».
«Scellerato è chi lo dice. Nelle ultime ore in cui fa ancora il sindacalista, Cofferati sta cercando di devastare il più possibile. Tentare di criminalizzare le opinioni altrui è un segno di grande nervosismo. Credo che la Cgil farà la fine della Fiom dopo l´accordo separato sul contratto metalmeccanici: non hanno fatto un contratto migliore e sono riusciti a fare sprecare soldi ai lavoratori».
Non teme, invece, di vedersi arrivare davanti migliaia di iscritti Uil che stracciano le loro tessere davanti a lei?
«No. Se doveva essere così sarebbe già successo. Spiegheremo ai lavoratori che non hanno nulla da temere».
Cofferati, però, dice che la frattura con Cisl e Uil è grave, più di quella dell´84 sulla scala mobile. È preoccupato?
«No. Nell´84 la rottura tra Cgil, Cisl e Uil fu sul merito della scala mobile, ma la rottura grave fu quella che si produsse tra gli schieramenti politici. Ora non è così».
Secondo lei le nuove misure determineranno nuova occupazione?
«No, l´ho sempre detto. Non servono a nulla»
E allora perché dite di sì?
«Il nostro problema era evitare che il governo facesse danni con la deroga a favore delle imprese che trasformano i contratti a termine in tempo indeterminato. Sarebbe stata devastante. Abbiamo accettato quest´ipotesi di ovvio compromesso perché pensiamo che non produrrà alcun danno ai lavoratori».
Avremo sindacati di governo e sindacati d´opposizione?
«Quella del bipolarismo sindacale è una fesseria. Il modello confederale non prevede deleghe ai partiti per la difesa e il sostegno delle istanze del sindacato».


(r.d.g.)