“Intervista” Angeletti: «Cgil troppo settaria, siamo stati insultati»

21/10/2002



19 OTTOBRE 2002

 
Pagina 4 – Economia
 
 
L´INTERVISTA/1
Il segretario generale della Uil Luigi Angeletti

"Cgil troppo settaria, siamo stati insultati"
          Devono riflettere: bassa l´adesione allo sciopero

          ROMA – E adesso, Luigi Angeletti? Non sarà il caso, dopo lo sciopero generale della Cgil, di ricominciare a tessere la tela dei rapporti unitari?
          «A me lo dice? La domanda va semmai rivolta alla Cgil. Quanto al carattere dello sciopero, alla prova dei fatti si è rivelato parziale e non generale, come del resto avevamo previsto. Sono vere le cifre che ha fornito la Confindustria: la media delle adesioni è stata del 25-30%».
          Ieri Guglielmo Epifani, al comizio a Torino, ha detto «peccato che non ci siano anche Cisl e Uil» e ha definito «dolorosa» la divisione con voi. Segnali promettenti?
          «Parliamoci chiaro: la rottura è stata determinata dalla linea scelta dalla Cgil che ha voluto rappresentare una sorta di grumo di opposizione dura, con l´obiettivo tutto politico di diventare il punto di riferimento della sinistra. Questo spiega anche molte forme di settarismo nella base della Cgil, che si sente autorizzata a fischiare e a gridare al tradimento all´indirizzo di Uil e Cisl».
          Il segretario generale della Cgil vi invita al «non perdere altro tempo» nel riprendere un percorso comune.
          «Dipende da loro. La Cgil ha deviato dalla sua tradizione con un salto indietro negli anni ’50. Un esempio? La Cgil per la prima volta nel settore della scuola ha scioperato con i Cobas, anziché partecipare allo sciopero del 14 con noi, con la Cisl, lo Snals e il Gilda. E non c´è un paese in Europa, da chiunque governato, con una grande organizzazione sindacale che abbia fatto due scioperi generali da sola in tre mesi, come invece ha fatto la Cgil».
          Gli appuntamenti sindacali di questo periodo vi offrono tuttavia molte occasioni per riprendere a dialogare.
          « I rapporti fra le tre Confederazioni possono realisticamente migliorare se finalmente la Cgil tornerà a concentrare le sue energie su obiettivi sindacali. Quando si lasciano da parte le battaglie politiche e si entra nel merito dei problemi, allora le posizioni comuni riemergono».
          (v.s.)