“Intervista” Angeletti: «Basta parole in libertà»

16/06/2003

 
 luned’ 16 giugno 2003
Pagina 32 – Economia
 
 
    L´INTERVISTA
    Il leader della Uil Angeletti: i tre sindacati pronti a reagire compatti

    "Basta parole in libertà
    il governo faccia chiarezza"
      LUCIO CILLIS

      ROMA – «Un´altra riforma delle pensioni? Sarebbe il nulla: ne è stata già fatta una splendida, che ha fatto risparmiare un sacco di soldi». Le scintille all´interno del governo riaccendono il dibattito sulle pensioni e Luigi Angeletti, leader della Uil, non crede alla proprie orecchie.
      Segretario, parliamo di riforma previdenziale.
      «Ancora?»
      Sì, Angeletti: il viceministro Adolfo Urso chiede una riforma con incentivi e disincentivi. Il ministro Maroni risponde invece seccato che «qualunque decisione sulle pensioni la prenderemo solo io, Berlusconi e Tremonti», come a dire, state alla larga da questo tema.
      «Siamo di fronte ad una serie di questioni intrecciate tra loro. Ed a tre categorie di persone che ne parlano: ci sono, ad esempio, autorevoli esponenti del governo che discutono di cose che proprio non conoscono, come la previdenza. Un´altra categoria ne parla per preciso calcolo: ne fanno parte gli imprenditori, i quali vedono nella riduzione del carico previdenziale una strada per aumentare i propri introiti. La terza categoria, invece, comprende la politica, gli scontri all´interno della stessa maggioranza, le diverse posizioni sulla previdenza, che partoriscono "piani eccezionali" o danno spago a professori che tentano di passare alla storia con le loro proposte…».
      Intanto però il tema torna caldo e si parla di riforma.
      «Il governo sa benissimo quali sono i paletti entro i quali siamo disposti a discutere. Attendiamo che questo chiarimento avvenga e che qualcuno ci esponga le decisioni».
      Guardi che si parla ancora di disincentivi, di innalzamento a 35 anni del tetto per l´applicazione del metodo contributivo e di un possibile blocco parziale delle finestre di uscita delle anzianità…
      «Disincentivi? Finestre? Non servono a nessuno, non riuscirebbero nemmeno nell´intento di abbattere in modo significativo il deficit pubblico. Lo ripeto forte e chiaro: al di fuori dei paletti che abbiamo elencato non ci sono altre strade percorribili».
      Il chiarimento al vertice del governo sembra però avvicinarsi. Tra una settimana tutto sarà più limpido.
      «Bene, se nonostante gli avvertimenti l´esecutivo adotterà provvedimenti inutili e negativi, come quelli che vengono continuamente affacciati da alcuni suoi esponenti allora la nostra risposta non potrà che essere ferma. Reagiremo immediatamente».
      Compatti?
      «Credo proprio di sì».