“Intervista” Alemanno: si cominci a discutere del lavoro

05/03/2002






IL MINISTRO

Alemanno: si cominci a discutere del lavoro

      ROMA – Lo scontro con i sindacati sull’articolo 18 «non porta da nessuna parte». «A maggior ragione» dopo le parole pronunciate ieri dal segretario della Uil Luigi Angeletti. Il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno, esponente della «destra sociale» di An, suggerisce una via d’uscita: «Il governo non deve stralciare l’articolo 18, ma riformulare la delega presentata al Senato e chiamare le parti sociali a un confronto su tutto lo Statuto dei lavoratori».
      Il discorso di Angeletti rende di fatto impraticabile l’ipotesi di trattare ancora sull’articolo 18. Confindustria insiste. Come ne esce il governo?
      «
      Parto dall’articolo di Sergio Romano, pubblicato ieri dal Corriere della Sera : lo condivido in pieno. La questione delle procedure dei licenziamenti va collocata in un quadro più ampio, che chiama in causa la riforma degli ammortizzatori sociali e la formazione. Il confronto deve scavalcare la questione dell’articolo 18. Come dice Romano "al Paese serve ben altro"».
      Tocca a voi fare proposte.
      «Ecco la mia: credo che il governo debba trasformare la delega sul lavoro in un provvedimento che revisioni tutto lo Statuto dei lavoratori, in modo da adeguarlo alle nuove realtà della produzione. Si potrebbe allora aprire un tavolo di confronto con imprenditori, sindacati e rappresentanti del governo. Le parti sociali avrebbero un tempo congruo, diciamo sei mesi, per trovare un "avviso comune" su uno schema di riforma. Sono sicuro che alla fine di quel percorso la discussione sull’articolo 18, così come si è sviluppata in queste settimane, sarebbe superata».
      E’ solo una sua idea o è un’ipotesi su cui sta lavorando il governo?
      «E’ un tema di cui stiamo parlando da tempo. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha in mano il timone della trattativa. Nei prossimi giorni formulerà una proposta al Consiglio dei ministri e lì si prenderà una decisione».
      Contate di riagganciare anche la Cgil?
      «Dipende da loro. La Cgil dovrà dire se intende proseguire sulla strada dei "no" a oltranza o se ha alternative da proporre».
      Dipende anche da voi. Riformare gli "ammortizzatori sociali", cioè dare per esempio più soldi ai disoccupati, significa mettere mano alla cassa…
      «Certo, naturalmente si tratta di mettere mano alla cassa. E di rivedere anche i criteri di distribuzione della spesa per gli ammortizzatori sociali, concentrando i sussidi soprattutto a favore di chi perde un lavoro».
      Confindustria sarà della partita?
      « Ho letto dichiarazioni di grande apertura da parte del presidente Antonio D’Amato. Penso che se si procederà sulla strada, ampia, di una revisione completa dello Statuto anche gli industriali saranno soddisfatti».
G.Sar.


Economia